Orban: un alleato sicuro per la Russia, meno per l’UE

Il premier ungherese Viktor Orban è pronto al colloquio con Donald Trump, il tema? Discutere delle importazioni di petrolio russo in Ungheria. Nella sua ultima visita a Roma, Orban ha dichiarato: “Stiamo discutendo su come costruire un sistema sostenibile per l’economia del mio Paese, perché l’Ungheria dipende fortemente dal petrolio e dal gas russi […]” E nell’intervista per La Repubblica, la posizione del presidente prende la strada della controversia per i rapporti con gli USA. Gli viene chiesto se i dazi di Trump siano esagerati, e lui risponde affermativamente aggiungendo che l’Ungheria troverà una via d’uscita dalle sanzioni.
Le energie russe a tutti i costi
Le sanzioni di Trump mirano alla completa estinzione a prosciugare l’energia russa, proprio questo 22 ottobre la Casa Bianca ha annunciato sanzioni sui due maggiori produttori di petrolio russi, Rosneft e Lukoil. L’UE, sin dall’invasione dell’Ucraina in grossa scala del 2022, ha seguito la linea statunitense diversificando il mix energetico pur di allontanarsi da Mosca. Quest’ultime sono le stesse energie su cui l’Ungheria ha sempre contato ed economicamente gli è impossibile da abbandonare. Si tratta paese senza sbocchi sul mare, la cerchia delle fonti utilizzabili è ristretta per la nazione
Nello stesso anno, il conflitto ha intensificato la dipendenza dalle risorse di Putin ungherese come per la Slovacchia. Le politiche energetiche proseguono, giovedì scorso l’UE ha confermato che vieterà le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia a partire dal 2027, piano che piegherebbe l’economia ungherese.
Orban si ritrova a combattere una battaglia alla sopravvivenza da solo. Sono svanite le speranze di un sostegno per l’Ungheria con l’ultimo summit tra Trump e Putin, possibile vulnus nelle elezioni nazionali. Canzona le posizioni europee chiamandole “blanda uniformità di Bruxelles”, si appella al diritto dell’Ungheria di prendere la sua rotta all’interno del parlamento. Sovranità è la parola preferita del premier.
I colloqui con Papa Leone XIV e Giorgia Meloni
Le crisi del conflitto russo-ucraino sono state portate ancora una volta al centro dell’incontro italiano di questo lunedì di Viktor Orban. Nella mattinata, il premier ungherese è stato ricevuto da Papa Leone XIV, al quale ha chiesto un ampio spazio di riflessione e considerazione sulla guerra in corso. Orban ha tenuto a sottolineare la necessità di un dialogo di pace che tenga in considerazione anche le condizioni di Mosca. Nel corso del colloquio con anche segretari dello Stato Vaticano Orban ha ringraziato la Chiesa cattolica “per l’impegno della Chiesa cattolica nel promuovere lo sviluppo sociale e il benessere della comunità ungherese […]”
Nel pomeriggio, Orbán ha successivamente incontrato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il colloquio ha toccato temi come le politiche migratorie e il futuro dell’Unione Europea e il più caro al presidente ungherese: la sicurezza energetica.
La visione di Orbán nei confronti della Russia resta un’area grigia con i partner europei, inquadrandosi in un ruolo di ponte che suscita grandi dibattiti.




