ONU: l’Arabia Saudita denuncia la disuguaglianza del Consiglio di sicurezza

ONU: l’Arabia Saudita denuncia la disuguaglianza del Consiglio di sicurezza

Ryad denuncia un sistema di disuguaglianza e reclama una riforma di questa struttura dell’ONU composta da cinque membri permanenti e da dieci non-permanenti. 

ONU_webL’Arabia saudita ha rifiutato venerdì di entrare al Consiglio di sicurezza dell’ONU, per protestare contro “l’impotenza” e il “fallimento” del Consiglio di regolare i conflitti nel Medio Oriente tra i quali spicca soprattutto la Siria.

“L’Arabia saudita (…) non ha altre opzioni che rifiutare di diventare membro del Consiglio di sicurezza fino  a quando quest’ultimo non sarà riformato e non gli saranno concessi i mezzi per adempiere i suoi doveri e di assumersi le sue responsabilità per preservare la pace e la sicurezza nel mondo”, ha annunciato il ministero saudita degli Esteri in un comunicato.

L’Arabia saudita è stata eletta giovedì, per la prima volta. Membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, così come il Cile, la Nigeria, e la Lituania. Il loro mandato di due anni inizierà il 1° gennaio 2014.

Il ministero saudita stima che: “Il fatto di permettere al regime in Siria di uccidere il suo popolo e di bruciare la armi chimiche sotto gli occhi del mondo intero senza sanzioni dissuasive è una chiara prova dell’impotenza del Consiglio di sicurezza”.

Il comunicato denuncia “la politica di due pesi, due misure” del Consiglio di sicurezza e sottolinea che “la questione palestinese dimora dopo 63 anni senza regole” e che il Consiglio ha fallito la sua missione nel Medio Oriente.

Il Consiglio che conta 15 membri, rinnova ogni anno cinque dei posti di membri non permanenti, su una base regionale. I paesi scelti non hanno rivali nelle loro rispettive regioni.

Avrebbero dovuto rimpiazzare a partire da gennaio il Marocco, il Togo, il Pakistan, il Guatemala e l’Azerbaijan. I cinque membri non permanenti sono il Ruanda, l’Argentina, il Lussemburgo, la Corea del Sud e l’Australia.

I cinque membri permanenti che hanno un diritto di veto e un’influenza preponderante al Consiglio sono gli Stati Uniti, la Cina, la Francia, la Russia e il Regno Unito. Alcuni dei nuovi arrivati hanno interessi particolari nei dossier seguiti attentamente dal Consiglio come l’Iran, la Siria e l’Arabia Saudita, che sostiene l’opposizione armata al regime di Assad e si pone come rivale regionale di Teheran.

di Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
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18 ottobre 2013

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