Italia e Burkina Faso rafforzano la cooperazione con una nuova esenzione dal visto per i diplomatici

L’11 settembre 2025, il Burkina Faso ha annunciato l’esenzione dal visto per tutti i cittadini africani che desiderano recarsi in Burkina Faso. Questa decisione facilita l’accesso al Paese e simboleggia l’impegno per l’integrazione panafricana.
Il governo italiano, da parte sua, ha informato i governi del Burkina Faso dal 19 agosto 2025 che i cittadini burkinabé titolari di passaporti diplomatici o di servizio sono esenti dall’obbligo di visto per soggiorni di breve durata (inferiori a 90 giorni) in Italia. Allo stesso tempo, in un’ottica di reciprocità, il governo burkinabé ha anche deciso di esentare gli italiani titolari di passaporti diplomatici o di servizio dall’obbligo di visto per soggiorni di 90 giorni o meno. Questo approccio va oltre il ping-pong; si tratta piuttosto di una strategia che si inserisce nel miglioramento delle relazioni diplomatiche tra i due Stati. Quali sono quindi le probabili prospettive attese a seguito di queste diverse iniziative?
L’Africa è un vasto continente di 54 paesi, con una superficie di 29,65 milioni di chilometri quadrati e una popolazione stimata in 1,55 miliardi di persone. L’UA (Unione Africana) è stata creata il 9 luglio 2002 a Durban, in Sudafrica, con obiettivi ben precisi: liberare il continente dalle ultime vestigia della colonizzazione e dell’apartheid; promuovere l’unità e la solidarietà tra gli stati africani; coordinare e intensificare la cooperazione allo sviluppo; salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale degli stati membri; e promuovere la cooperazione internazionale. Tuttavia, è chiaro che, a 13 anni dalla sua creazione, non esiste ancora la libera circolazione di persone e merci all’interno dell’Unione. La realtà è che questi paesi richiedono ancora visti e tasse di elaborazione, che sono quindi una condizione per l’ingresso nel loro territorio. Ad esempio, un cittadino africano deve presentare una domanda di visto e pagare 75 euro per entrare nella Repubblica Centrafricana.
Il 17 luglio 2017, l’Unione Africana ha sviluppato un passaporto che consentirebbe ai cittadini dei 54 membri di viaggiare e scambiare denaro all’interno del continente senza visti o tasse. Tuttavia, questo visto non ha mai visto la luce, poiché l’ingresso nei territori africani da parte degli stessi africani è ancora subordinato alla presentazione di una domanda di visto.
Il Burkina Faso ha imposto l’esenzione dal pagamento del visto ed è un attore importante nell’integrazione e nel panafricanismo all’interno dell’organizzazione e del continente. La decisione del governo burkinabé di esentare dall’obbligo del visto gli italiani titolari di passaporti diplomatici o di servizio per soggiorni di 90 giorni o meno dimostra le buone relazioni di cooperazione tra i due Paesi.
In un momento in cui il Burkina Faso è percepito come il centro del continente, con l’arrivo del Presidente Capitano Ibrahim Traoré e del suo governo, che stanno compiendo sforzi, in particolare nella lotta al terrorismo, e stanno considerando lo sviluppo economico, sociale e sostenibile, quali sono le prospettive di un simile approccio?
Entrambi i Paesi sono partner storici della cooperazione italiana: oltre 25 anni di attività, secondo l’AICS, durante i quali il Paese ha ricevuto un totale di 107 milioni di euro in sovvenzioni. Questa cooperazione si è persino rifocalizzata su settori come la salute e lo sviluppo rurale. Un esempio è la costruzione dell’Ospedale Saint Camille nel 1966, con l’arrivo dei primi missionari camilliani sul suolo burkinabé.
Nuove prospettive potrebbero emergere con una nuova era di collaborazione con l’attuale governo, che ha già rilanciato il motore dello sviluppo economico burkinabé in settori chiave come l’agricoltura, la salute, lo sviluppo urbano e la tecnologia. L’Italia potrebbe dare un contributo considerevole grazie alla sua competenza in questi diversi settori. Va notato che il Burkina Faso è tra i maggiori produttori di materie prime della subregione e potrebbe essere un partner affidabile nel commercio estero, in particolare per quanto riguarda oro, anacardi, burro di karité e cuoio..
Un’altra azione da considerare è l’inaugurazione di un parco a Roma intitolato al padre della rivoluzione burkinabé, Thomas Sankara, mercoledì 17 settembre 2025. La cerimonia, organizzata dalla terza circoscrizione del Comune di Roma, è stata un momento di riconoscimento e commemorazione.
In sintesi, le recenti decisioni del Burkina Faso e dell’Italia rafforzano le relazioni diplomatiche e aprono nuove prospettive di cooperazione. L’esenzione dal visto per i cittadini africani dimostra l’impegno del Burkina Faso verso l’integrazione panafricana. Allo stesso tempo, la reciprocità con l’Italia consolida un partenariato storico e promettente. Queste iniziative favoriscono lo sviluppo economico, sociale e sostenibile, valorizzando settori chiave come agricoltura e salute. Infine, l’omaggio a Thomas Sankara a Roma simboleggia il rispetto reciproco e la volontà di costruire un futuro comune fondato su solidarietà e progresso condiviso.



