“Gone” Benjamin Netanyahu non cambia idea, il discorso all’ONU
Benjamin Netanyahu è inamovibile sulla situazione a Gaza, crescono le tensioni nell’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ieri si è tenuto il suo discorso all’ONU, moltissimi diplomatici sono usciti dall’aula lasciandolo parlare alle ultime nazioni in favore dello stato Israeliano, al tempo stesso manifestanti si sono presentati al Palazzo di Vetro a favore della Palestina. “That is why Israel must finish the job. That is why we want to do so as fast as possible” (“E’ per questo che Israele deve finire il lavoro. E’ per questo vogliamo farlo il più veloce possibile”) Annuncia.
La rabbia per il 7 ottobre, i fronti di guerra e il discorso diretto agli ostaggi
Il premier israeliano è salito sul palco determinato a mantenere le sue posizioni: nessun cessate il fuoco e la categorica liberazione degli ostaggi. Nella prima parte del discorso ha ricordato le operazioni di Israele in Iran e contro gli alleati in Medio Oriente, una in particolare: “Ricordate quei cercapersone, quei cercapersone, abbiamo chiamato Hezbollah e, credetemi, hanno recepito il messaggio”. Si riferiva al 18 settembre 2024, quando le Forze Armate Israeliane hanno fatto esplodere centinaia di cercapersone trasportati da Hezbollah che hanno provocato la morte di almeno 37 persone e quasi 3000 feriti, inclusi bambini. A un certo punto, ha tirato fuori una mappa del Medio Oriente con gli alleati di Hamas segnati in rosso e colpiti negli ultimi due anni di conflitto. “Gone, gone, gone” Ha detto, mettendoci sopra delle spunte con un pennarello nero. La delegazione israeliana ha applaudito.
“Who shouts death to America?
- Iran
- Hamas
- Hezbollah
- The Houthis
- All the above”
Questa era la provocazione scritta sul cartellone esposto da Benjamin Netanyahu nel mezzo del discorso, proseguendo la sua condanna ad Hamas, e ha ringraziato il presidente Statunitense per il suo supporto alla causa Israeliana. Dopodiché, ha indicato la spilla che ha sul petto: è un QR code con il fiocco giallo in solidarietà agli ostaggi. : “Il 7 ottobre, Hamas ha compiuto il peggior attacco contro gli ebrei dai tempi dell’Olocausto. Hanno massacrato 1.200 persone innocenti, tra cui oltre 40 americani e cittadini stranieri provenienti da decine di paesi qui rappresentati”. Ha rivendicato duramente, per poi appellarsi per la prima volta direttamente agli ostaggi. Ha circondato la Striscia di Gaza di altoparlanti, “sperando che gli ostaggi possano sentire”. Il discorso lo tiene due volte, prima in ebraico e dopo in inglese.
“I nostri coraggiosi eroi, qui è il Primo Ministro Netanyahu, che vi parla in diretta dalle Nazioni Unite. Non vi abbiamo dimenticati, nemmeno per un secondo. Il popolo di Israele è con voi. Non vacilleremo e non ci fermeremo finché non vi avremo riportati tutti a casa”.
Il discorso si è chiuso con una condanna verso l’ondata di consensi per la creazione dello Stato di Palestina definendola “vergognosa”. Ha minacciato queste nazioni di incoraggiare il terrorismo antisemita per il mondo: “Dare ai palestinesi uno Stato a un miglio da Gerusalemme dopo il 7 ottobre è come dare ad al-Qaeda uno Stato a un miglio da New York dopo l’11 settembre”.
A quanto pare, dai piani alti di Gerusalemme il vento di cambiamento per le sorti di Gaza non è arrivato. E, forse, non arriverà mai.




