Alternative für Deutschland e la sua crescita in Germania

Alternative für Deutschland (abbreviato in AfD; lett. “Alternativa per la Germania”) è un partito politico tedesco di estrema destra, nazional-conservatore, euroscettico e anti-immigrazione, ora guidato da Alice Weidel. L’AfD ha esordito nel 2013 come partito alto-borghese. Si presentava inoltre come un “partito di professori” e di tecnici, dimostrando però fin dall’inizio una buona presa sull’elettorato, ottenendo il 4,7% nelle elezioni federali del 2013 e risultati a due cifre nelle elezioni locali del 2014. Tuttavia, la componente più liberal-conservatrice ha cominciato a essere accantonata con l’estromissione dalla presidenza del fondatore, Bernd Lucke, nel luglio 2015. Ciò è accaduto per il progressivo affermarsi di posizioni antislamiche e xenofobe, di un orientamento nazionalista, antioccidentale e decisamente filorusso e di una sempre più forte critica alla democrazia, che hanno trasformato l’AfD in un partito di protesta.
Durante le varie crisi tra il 2015 e il 2020, culminate nella pandemia da COVID-19, il pensiero antiliberale, antipluralista, antidemocratico e nazionalista si è diffuso fra i settori più conservatori del centro politico e fra i disoccupati. In questo scenario, l’AfD ha continuato a crescere fino a raggiungere circa 50mila iscritti, in controtendenza rispetto agli altri partiti e nonostante vari litigi e scandali, e a penetrare anche nei collegi elettorali tradizionalmente di sinistra, raggiungendo un tasso di fidelizzazione elevato: del 22% che si dichiarava favorevole all’AfD nei sondaggi di gennaio 2025, il 17% era già sicuro del proprio voto.
AfD funziona e prende piede tra gli elettori tedeschi grazie al malcontento generale verso le istituzioni. Nel 2023, uno studio della Fondazione Friedrich Ebert ha rilevato che per il 27% di tutti gli intervistati e per il 67% dei sostenitori dell’AfD la democrazia porta a «compromessi odiosi» piuttosto che a decisioni efficaci. In uno studio dell’Università di Hohenheim del 2023 il 15% degli abitanti dell’ex Germania occidentale e il 21% di quelli dell’ex Germania orientale hanno dichiarato che «il nostro Paese è ormai più simile a una dittatura che a una democrazia» e quasi il 30% dei cittadini tedeschi di fatto non sa più distinguerle. Anche le teorie cospirative sono molto diffuse, con una crescente incidenza da dopo la pandemia: secondo lo studio Die distanzierte Mitte, un quarto della popolazione e il 67% dei sostenitori dell’AfD credono in «organizzazioni segrete che hanno grande influenza sulle decisioni politiche», mentre un altro quinto ne riconosce un’influenza parziale.
La strategia politica di AfD e ideologia
La strategia politica di AfD si basa su tecniche di polarizzazione e radicalizzazione, rispondendo colpo su colpo a ogni presa di posizione dei partiti tradizionali. Demonizzazione e ridicolizzazione degli avversari, delegittimazione delle istituzioni democratiche, spacciate per quasi dittatoriali, e retorica aggressiva rappresentano gli ingredienti principali del successo del partito, che ha dato il via a una dinamica socio-psicologica senza precedenti nella storia della Repubblica federale tedesca. Un ruolo importante è stato svolto dall’abilità dell’AfD di servirsi dei social media come efficace macchina del consenso. L’ascesa del populismo di destra è stata agevolata dall’affermarsi dei new media, con l’allentamento degli standard deontologici del giornalismo. L’AfD è diventata rapidamente una presenza rilevante, prima su Facebook e ora anche su TikTok.
Dal maggio del 2015, a seguito dell’aggravamento della crisi europea dei migranti, l’AfD si è diviso in due fazioni: la prima più favorevole alla revisione, in senso restrittivo, della legislazione in materia di diritto di asilo; la seconda, invece, incentrata sulle tematiche economiche, è fuoriuscita dal partito ed ha fondato il nuovo movimento “Allianz für Fortschritt und Aufbruch” (Alleanza per il Progresso ed il Rinnovamento). È contrario alla politica dei confini aperti promossi dal governo Merkel III. Riguardo all’ambiente, il partito nega l’esistenza del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. In politica estera, l’AfD è a favore della NATO, degli Stati Uniti d’America e sostiene apertamente lo Stato d’Israele. Infine, sostiene la necessità di buoni rapporti con la Russia, e pertanto si è opposta alle sanzioni imposte alla Russia dall’Unione europea. Il partito è stato accusato di antisemitismo, di razzismo e di ridurre le responsabilità della Germania nazista negando l’Olocausto.
Rapporto con la Chiesa
Le Chiese cristiane non sono riconosciute come forze sociali rilevanti, ma menzionate solo in ottica antislamica. C’è un piccolo gruppo di sostenitori cristiani dell’AfD, che ne apprezza in particolare le posizioni a favore della cosiddetta famiglia tradizionale: nel programma elettorale, omosessuali e transessuali vengono presentati come un gruppo privilegiato e come una minaccia, le famiglie monogenitoriali sono considerate problematiche e viene affermata la centralità del modello padre-madre-figli. Il sostegno alla famiglia tradizionale è motivato anche come forma di contrasto al declino demografico e in funzione antimmigrazione: si esaltano le famiglie tedesche con molti figli, mentre i «bambini provenienti da famiglie di fondamentalisti musulmani» rappresenterebbero solo future minacce alla sicurezza nazionale.
Eppure, secondo vari sondaggi, cattolici e protestanti sostengono l’AfD in misura minore rispetto a chi non si riconosce in queste confessioni religiose. Alle elezioni legislative del 2021 l’AfD ha ottenuto il voto dell’8% dei cattolici, del 9% dei protestanti e del 14% degli altri, mentre alle europee del 2024 del 12% dei cattolici, del 14% dei protestanti e del 19% degli altri. Se consideriamo solo i cristiani praticanti, i consensi paiono scendere ulteriormente. Per quanto riguarda le prese di posizione ufficiali, il 22 febbraio 2024 la Conferenza episcopale tedesca ha adottato all’unanimità una dichiarazione intitolata Il nazionalismo populista e il cristianesimo sono incompatibili.
Il successo di AfD
Alle ragioni del successo di AfD, inoltre, non ci sono solo motivazioni ideologiche. I risultati di questa forza devono essere incrociati con alcuni indicatori economici, come il reddito e il tasso di disoccupazione, si scopre che l’estrema destra è più forte nelle aree più depresse del paese. Non solo: l’ascesa dell’Alternative für Deutschland è dovuta, sia ad est che ad ovest, proprio al consolidamento di un elettorato che non è solo di protesta, ma è diventato tale per scelta: un quinto dei tedeschi, uno su tre all’est, vota i nazionalisti per convinzione. Secondo i sondaggi il 30% degli elettori vedrebbe positivamente la partecipazione dell’AfD al prossimo governo e il 46% ritiene un bene che la destra estrema voglia frenare più degli altri partiti i flussi migratori. È verosimile dunque che nel prossimo futuro, soprattutto se i nazionalisti riusciranno a mantenere un consenso elevato, smussando qualche angolo, si possa formare un’alleanza tra il centrodestra e la destra estrema, come accaduto altrove.




