Il Regno Unito riconoscerà la Palestina a settembre (forse)

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina a settembre 2025, salvo che il governo israeliano non accetti una serie di condizioni, tra cui un cessate il fuoco immediato a Gaza e l’impegno a un processo di pace duraturo basato sulla soluzione a due Stati.
Starmer ha sottolineato che il momento per una tale decisione è maturato proprio a causa della crescente crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, descrivendo la situazione come “spaventosa” e inaccettabile. Ha definito il riconoscimento della Palestina come parte di un percorso più ampio teso a garantire la sicurezza sia per israeliani che per palestinesi. La prudenza iniziale del premier britannico ha lasciato spazio poi ad una presa di posizione anche per via del clima politica interno che da mese richiede di compiere azioni a favore della Palestina.
Le condizioni poste al governo israeliano
Nel corso di un vertice straordinario del consiglio dei ministri, Starmer ha specificato che il riconoscimento verrà formalizzato prima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a meno che Israele non assuma passi concreti come: dichiarazione chiara contro qualsiasi annessione della Cisgiordania; apertura a un cessate il fuoco immediato; sostegno a un processo di pace sostenibile a lungo termine e allo sblocco degli aiuti umanitari internazionali.
Pressioni interne e contesto internazionale
L’annuncio è arrivato dopo una forte pressione politica interna: più di un terzo dei parlamentari britannici – oltre 220, soprattutto del Labour – avevano firmato una lettera chiedendo il riconoscimento rapido della Palestina, considerato un passo importante verso una soluzione a due Stati .
Il cambio di rotta del Regno Unito segue una recente mossa simile ma più chiara da parte della Francia e di Macron, che ha già annunciato il riconoscimento. Con questa decisione, la Gran Bretagna diventerà il secondo Paese membro del Consiglio di Sicurezza ONU e del G7, e il 149º Stato a riconoscere la Palestina ufficialmente .
Reazioni politiche ed effetti attesi
La decisione di Starmer è stata accolta da critiche da parte del governo israeliano: il primo ministro Benjamin Netanyahu l’ha definita un “premio a Hamas” . Al contrario, il presidente francese Emmanuel Macron ha lodato l’iniziativa, evidenziando la cooperazione con Londra e Berlino in vista dell’Assemblea ONU di settembre .
In Italia, il dibattito è già acceso: esponenti del Partito Democratico e dei Cinque Stelle chiedono che il governo italiano segua l’esempio, mentre il ministro degli Esteri Giorgia Meloni mantiene una posizione più cauta, sottolineando che un riconoscimento ufficiale richiede l’esistenza di uno Stato palestinese consolidato con un territorio e un popolo unitario . La posizione vaticana, con il Segretario di Stato Pietro Parolin, invita invece a non considerare il riconoscimento una scelta prematura .





