Israele colpisce Damasco: esplode il ministero della difesa siriana

Oggi 16 luglio si apre un nuovo fronte nel conflitto israelo-palestinese. In tarda mattinata, i cacciabombardieri israeliani hanno colpito il ministero della difesa a Damasco, capitale della Siria. Si tratta della risposta agli attacchi delle forze governative siriane rivolte alla comunità drusa, molto vicina a Israele. Il ministro Israel Katz dichiara: “I colpi duri sono iniziati”
Attacco in mondovisione
L’attacco è stato ripreso in diretta dalla televisione statale siriana, sul Syrian News Channel (Al-lkhbariyah). Mentre la presentatrice annunciava le notizie del giorno, sullo sfondo è stata immortalata la piazza dell’attacco. Solo a seguito delle scosse alla sede del Syrian News Channel, la giornalista si è accorta dell’avvenimento nascondendosi sotto al tavolo e facendo interrompere l’emissione televisiva.
Spesse colonne di aerei si sono alzate dal Ministero della Difesa, nel centro della città. Precisamente, i cacciabombardieri israeliani hanno colpito l’ingresso del ministero, il quartier generale dell’esercito e il perimetro del 2”Palazzo del Popolo”, come viene chiamato il palazzo presidenziale, riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La stampa statale afferma che ci siano stati solo 13 feriti
Israeliani e i drusi al confine
Lungo la recinzione confinante con la Siria, i membri della comunità drusa di Majdal Shams si sono radunati a supporto dei gruppi armati drusi che continuano a scontrarsi con le forze armate siriane. La situazione si è scaldata negli ultimi giorni quando i drusi siriani sono saliti su un trattore sventolando bandiere druse, la Forza di Difesa Israeliana ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni che ha costretto i drusi alla ritirata.
Sempre oggi, l’IDF ha condotto un raid aereo nei pressi di Sweida, città principale del popolo druso. Sempre il ministro Katz. Annuncia: “Le Idf continueranno a colpire le forze del regime finché non si ritireranno dalla zona e presto intensificheranno la loro risposta contro il regime se il messaggio non verrà recepito”
Gli scontri a Sweida hanno raggiunto circa 248 morti. Nel bilancio delle vittime risultano 92 drusi, fra cui 28 civili. Gli attivisti sostengono che sono stati uccisi dalle forze governative attraverso delle esecuzioni. Sono morti almeno 138 membri delle forze siriane e 18 combattenti beduini
Il timore di escalation
L’avvenimento di oggi preoccupa la comunità internazionale di una possibile escalation del conflitto. L’Onu e l’amministrazione Trump hanno richiesto lo stop dei raid. Anche Ankara prende parola sull’attacco, sostenendo che gli attacchi israeliani abbiano solamente il fine di stabilire pace e sicurezza. “Il nostro obiettivo è mantenere il sud-ovest del territorio siriano come zona smilitarizzata; non permetteremo si crei un secondo Libano”, ha risposto Netanyahu dalla Muniexpo 2025.
“Lavoreremo su questo tema… Ho appena parlato al telefono con le parti interessate. Siamo molto preoccupati e, si spera, avremo aggiornamenti più tardi oggi. Ma siamo molto preoccupati”, ha detto Rubio.




