Il socialismo spagnolo è sul filo del rasoio: il caso Sànchez

Probabilmente stiamo assistendo agli ultimi giorni del governo Sànchez in Spagna. Il leader del Partido Socialista Obrero Español (abbreviato PSOE) e diversi suoi esponenti sono attualmente accusati di corruzione, portando l’opinione pubblica allo sbando. La fine del mandato di Primo Ministro è vicina e i sondaggi affermano l’ascesa del PSOE: il Partito Popolare (PP) d’opposizione è al 34%,mentre Sànchez al 27%. Cosa ha portato uno dei maggiori partiti socialisti d’Europa fino a questo punto?
Operazione Delorme: accuse di corruzione al PSOE
Le prime accuse scagliate su Sànchez emergono nel febbraio 2024, risalgono ai tempi della pandemia. Le indagini della Procura, chiamate “Operazione Delorme”, sospettano che il partito abbia acquistato delle mascherine a prezzo spropositato, nonostante la scarsa qualità, e che il denaro sia stato utilizzato per commissioni illegali. Gli acquisti sono stati presumibilmente manovrati dal deputato José Luis Abalos, attraverso appalti pubblici. L’amministrazione Sànchez avrebbe speso cinquantatre milioni di euro nell’acquisto delle mascherine.
Ciononostante, la questione è solo la superficie del problema. Il tema dell’illegalità andrebbe oltre, fino all’assegnazione di servizi pubblici ad aziende in cambio di compensi occulti, favorendo soprattutto il riciclaggio di denaro. L’operazione è ancora in corso.
Operazione Koldo: Tutti gli arresti e le dimissioni
Nello stesso anno, c’è stata una serie continua di arresti. Fra nomi di grandi imprenditori e faccendieri, risalta quello di Santos Cerdan, ex membro del Congresso dei Deputati della Spagna. A oggi in carcere preventivo senza cauzione, fino alla sentenza, sotto la decisione del magistrato della Corte Suprema Leopoldo Puente. Gli obiettivi principali della detenzione sono tre: il rischio di fuga, la possibilità di insabbiare le prove o di reiterare il delitto. Si è dimesso, lasciando ogni ruolo e il seggio.
Sono rilevate delle conversazioni di Cerdan con altri membri del PSOE sullo scambio di tangenti e fattori incriminabili per corruzione: José Luis Abalos e il suo segretario Koldo Garcìa, da cui prende il nome l’operazione. Nella conversazione, si parla dei due che si spartiscono un milione di euro ricavati dagli appalti pubblici.
Il 21 febbraio 2024, sono stati arrestati Koldo e sua moglie Patricia Uriz. La Procura Anticorruzione aveva rivelato un ampliamento anomalo del patrimonio dei coniugi, quasi quadruplicato fra il 2020 e il 2022 con l’acquisto sospetto di svariate proprietà. Inoltre, Garcìa avrebbe coinvolto i suoi famigliari per nascondere le significative somme di denaro.
Il commento dello scrittore Javier Cercas
Pronto a prendere parola è lo scrittore progressista Javier Cercas sulla testata spagnola El Pais, dove ricopre il ruolo di opinionista saltuario. Invita Pedro Sànchez a dimettersi, ribattendo sull’argomentazione del primo ministro che il crollo del suo governo risulterebbe l’ascesa dell’ultradestra. Tuttavia, non prende posizione ideologica. Afferma di non credere che la sinistra abbia un senso della morale superiore alla destra, scrive: «l’idea più velenosa tra quante circolano nel mercato politico spagnolo, soprattutto per la stessa sinistra».
Al termine ormai certo dell’amministrazione socialista, sorgono incertezze sulla scena politica spagnola, il resto della sinistra sta lasciando affondare la nave di Pedro Sànchez. La sinistra trema per un ipotetico avvento di Vox e i dati mostrano un futuro brillante per i populisti, ma prima serve fare i conti con il presente




