Danimarca e Olanda sfidano i Big Tech USA: verso una sovranità digitale europea
Due dei principali comuni danesi, Copenaghen e Aarhus, stanno valutando la possibilità di abbandonare i sistemi Microsoft, nell’ambito di una strategia volta a rafforzare l’indipendenza tecnologica del Paese. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da aziende statunitensi e riaffermare una posizione di sovranità digitale.
Henrik Appel Espersen, presidente del Comitato di Revisione, ha dichiarato al quotidiano Politiken che il consiglio comunale sta considerando la dismissione dei prodotti Microsoft Office per ragioni economiche e per contrastare il controllo monopolistico dell’azienda. Ha inoltre sottolineato che la politica estera degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump ha reso la questione ancora più urgente, in particolare dopo le tensioni sulla Groenlandia, ambita da Washington per la sua posizione strategica e i suoi giacimenti di terre rare.
In questo contesto, la proposta è di sostituire Windows con Linux e Office 365 con LibreOffice, soluzioni open source più trasparenti e gestibili a livello locale. Tra le motivazioni vi è anche un crescente malcontento verso gli standard di sicurezza dei servizi cloud statunitensi, accentuato da episodi come la recente interruzione di un account Microsoft presso la Corte Penale Internazionale.
Non solo la Danimarca
Anche nei Paesi Bassi, il tema è centrale. Il parlamento olandese ha approvato diverse mozioni che sollecitano il governo a ridurre la dipendenza dalla tecnologia cloud americana. Tra le proposte più concrete, vi è la creazione di un cloud nazionale per garantire maggiore autonomia e continuità operativa in caso di interruzioni di servizio.
La Corte dei conti olandese, in una recente analisi, ha rilevato che numerosi servizi pubblici utilizzano cloud di Google, Microsoft e Amazon Web Services senza una piena consapevolezza dei rischi connessi alla gestione dei dati da parte di fornitori extra-europei.
L’alternativa: costruire un ecosistema europeo
Una via d’uscita per Danimarca, Olanda e altri Stati membri preoccupati dall’influenza dei Big Tech statunitensi potrebbe essere rappresentata dalle iniziative europee in fase di sviluppo. Anche la Commissione europea sta infatti lavorando su nuove normative per affrontare il divario infrastrutturale dell’UE nel settore del cloud e dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di costruire un ecosistema digitale più autonomo, sicuro e competitivo.
Le scelte di Danimarca e Paesi Bassi rappresentano un segnale chiaro: l’Europa non vuole più essere solo una consumatrice passiva di tecnologie sviluppate altrove, ma ambisce a diventare protagonista di un modello digitale autonomo, sicuro e trasparente. Il dibattito sulla sovranità digitale, un tempo relegato a pochi esperti, oggi coinvolge governi, istituzioni e cittadini, mettendo al centro la questione dell’indipendenza strategica nel mondo digitale. L’Intelligenza artificiale, su tutti, sarà il tema centrale nei prossimi mesi.




