Stati Uniti: ShutDown una settimana dopo

Stati Uniti: ShutDown una settimana dopo

La Casa Bianca pensa ad alcune soluzioni per recuperare la situazione mentre gli Americani si esasperano. 

washington-shutdownMentre gli Stati Uniti entrano nella seconda settimana di “Shutdown”, gli effetti del blocco si fanno sentire nella quotidianità degli Americani. Da martedì scorso, lo Stato federale americano è letteralmente chiuso a causa dell’assenza di accordi sul debito al Congresso. 800 000 funzionari giudicati non essenziali sono stati sottoposti alla disoccupazione tecnica.

Mickael un ristoratore di Manhattan, ha esibito dei cartellini nel proprio locale: “La vita è troppo corta per guardare. Mangiate!”. Un tentativo, disperato, per tentare di attirare qualche passante. Ma gli esercizi federali sono vuoti e i clienti sono diventati merce rara.

“Il quartiere è completamente paralizzato. La nostra attività ha subito un ribasso del 40% ed è sempre peggio”, ha dichiarato Mickael in un’intervista del Times.

Dal lato dell’amministrazione americana, la Casa Bianca, ha lasciato intendere lunedì, che non esclude un breve rilancio. Ciò permetterebbe di lasciare più tempo agli eletti repubblicani e democratici per trovare finalmente un accordo.

“Più l’accordo sarà a lungo termine, più cresceranno le incertezze per la nostra economia”, ha dichiarato il direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, Gene Sperling. “La decisione spetta al Congresso così come appartiene al Congresso la durata della decisione”, ha aggiunto.

Nel frattempo, alcuni funzionari continuano a lavorare, contrariati. Ma tra qualche giorno non saranno più pagati. E’ il caso di John, impiegato in un carcere della grande mela. “Sono obbligato a lavorare. Ci hanno detto che non saremo pagati fino a sabato, ma dopo sarà finita”, ha spiegato in un intervista per il NY Times.

John fatica a nascondere la sua collera. “Ce l’ho con tutti! Democratici e repubblicani! Il nostro Presidente deve riunire tutti per decidere”. John inoltre sostiene la ”Obamacare”, la riforma sanitaria del 44° Presidente degli Stati Uniti.

Democratici e repubblicani hanno fino al 17 ottobre per accordarsi altrimenti lo Stato federale e il paese rischiano il default. Il Presidente americano dovrebbe lanciare in giornata un appello agli Americani sottolineando che un “default” avrebbe un “impatto catastrofico” sull’economia americana.

di Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

8 ottobre 2013

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