Stati Uniti: lo “shut Down” in 5 punti

Stati Uniti: lo “shut Down” in 5 punti

USACome previsto, democratici e repubblicani non sono giunti a un accordo sul debito per il 2014, che è iniziato il 1° ottobre. Ineluttabilmente, lo “shutdown”, la chiusura di diverse amministrazioni e servizi federali, è dunque iniziato martedì, negli Stati Uniti per una durata indeterminata, almeno fino a quando un accordo bipartisan sarà raggiunto. 

  • Cosa implica la chiusura delle amministrazioni? 

Questo “shutdown” “avrà delle conseguenze economiche reali per la gente, e subito”, ha dichiarato Barack Obama. Concretamente sono le amministrazioni che sono in prima linea. In totale, 800 000 funzionari, giudicati non essenziali, sono stati licenziati senza la garanzia di pagamenti. Inoltre sono tenuti a non esercitare nessun lavoro onde evitare pesanti sanzioni. Non è garantito che saranno pagati. Durante i precedenti “shutdown”, il Congresso aveva in effetti adottato una legge che rimborsava in maniera retroattiva i giorni di disoccupazione tecnica dei funzionari.

Oggi però, più di un milioni di salariati, considerati come “essenziali” per il funzionamento dello Stato, dovranno continuare a lavorare. Saranno obbligatoriamente pagati, ma probabilmente con alcuni ritardi. Fanno parte di questa categoria i controllori aerei, le guardie carcerarie, gli scienziati delle stazioni spaziali internazionali e anche gli agenti dei servizi segreti.

Quattrocento parchi nazionali e musei attraverso il paese sono chiusi, una realtà che potrebbe causare un impatto negativo di diversi milioni di dollari per il settore turistico. I mercati invece subiranno il blocco della pubblicazione di un certo numero di statistiche, mentre le introduzioni in borsa potranno essere ritardate.

  • Come i parlamentari Americani sono arrivati a questa situazione? 

Questo blocco di bilancio sopraggiunge sei mesi dopo il braccio di ferro al Congresso tra la maggioranza democratica al Senato e la maggioranza repubblicana alla Camera dei rappresentanti. Tutto inizia alla fine di marzo, mentre il Senato vota il bilancio 2014. Quest’ultimo prevede di ridurre il deficit di 1 8000 miliardi di dollari in dieci anni: due terzi proverrebbero dai tagli e un terzo da nuove soluzioni. Ostili all’aumento delle imposte, i repubblicani tentano allora di fare pressione prendendosela con l’”Obamacare”, soprannome della riforma sanitaria di Obama. Il Presidente è chiaro: non cederà su questa legge e infatti non ha ceduto.

Dopo diverse ore di dibattito lunedì, nessun accordo è stato preso tra le parti. Al contrario l’”Obamacare” è entrata in vigore come previsto.

  • Esistono dei precedenti ?

Dal 1976, gli Stati Uniti hanno conosciuto 17 “shutdown”. L’ultima cessazione temporanea e parziale dei servizi federali e amministrativi dello Stato, ha avuto luogo dal 14 al 19 novembre 1995 e dal 16 dicembre1996 (ossia 28 giorni totali sotto la presidenza di Bill Clinton): 280 000 funzionari furono disoccupati e 475 000 videro il loro stipendio sospeso. Il costo di questa paralisi è stato stimato a 1,4 miliardi di dollari di quel periodo circa 2 miliardi di dollari di oggi.

Anche in questo caso al centro del caos ci fu una riforma del sistema sanitario – Medicare, l’assicurazione sanitaria per gli over 65 anni. L’opinione pubblica si scagliò contro i repubblicani, che giudicavano responsabili della situazione. Qualche mese dopo, il presidente uscente fu tranquillamente rieletto.

  • Quanto costerà questo “shutdown”?

Secondo i calcoli pubblicati dagli economisti del Goldman Sachs, la chiusura delle amministrazioni costerebbe circa 8 miliardi di dollari alla settimana all’economia americana. Questa cifra è stata ottenuta esaminando le conseguenze dello “shutdown” del 1995.

Gli esperti di Macroeconomia Adviser invece stimano che se il blocco di bilancio durerà due settimane, amputerà la crescita americana di 0,3% al quarto trimestre.

  • Qual è la situazione del tetto sul debito? 

La situazione rimane di una certa gravità. Il 17 ottobre il tetto sul debito legale americano, fissato a 16 700 dollari, dovrà essere ridotto secondo il segretario di Stato al Tesoro, Jack Lew. I due campi devono, intendersi per evitare al paese di ritrovarsi in default di pagamenti e inviare un segnale negativo ai mercati.

Il dibattito è ancora incentrato intorno all’”Obamacare”. In cambio di un rialzo del tetto sul debito fino alla fine del 2014, i repubblicani esigono un ritardo di un anno nell’applicazione della riforma del sistema sanitario, l’estensione del pipeline Keystone XL che rilega la provincia d’Alberta, in Canada alla città di Houston nel Texas, ma anche una moratoria sulle emissioni del carbone.

di Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

3 ottobre 2013

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