Turchia: arrestato Ekrem Imamoglu , sindaco di Istanbul
Non erano ancora spuntate le prime luci dell’alba quando la polizia turca, in tenuta antisommossa, ha fatto irruzione in casa di Ekrem Imamoglu, attuale sindaco della città più popolosa della stato Turco ed esponente di spicco del centro sinistra. Secondo l’agenzia di stampa statale Anadolu Agency, sarebbero centinaia le persone coinvolte. Tra queste il suo addetto stampa Murat Ongun e il giornalista Ismail Saymaz.
A renderlo noto è stato lui stesso attraverso un post pubblicato su x. Il principale oppositore di Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato nel video: “Centinaia di poliziotti sono stati mandati alla porta di casa mia, la casa dei 16 milioni di abitanti di Istanbul”. “Miei amati agenti di polizia, le forze di sicurezza del Paese vi stanno usando come strumenti del male. Questa è tirannia. Ma voglio che sappiate che non mi arrenderò. Vi amo tutti molto, mi affido alla nazione. Fate sapere a tutta la mia nazione che non mi piegherò”
I capi di accusa? Estorsione, corruzione, frode, turbativa d’asta da parte di un’organizzazione criminale e favoreggiamento nei confronti dell’organizzazione terroristica Pkk.
Le reazioni del partito
Imamoglu e gli esponenti del suo partito, il partito Repubblicano del Popolo, hanno subito puntato il dito contro Erdogan definendo l’arresto come “un colpo di Stato contro la volontà nazionale”. A destare sospetti sarebbero in particolare i tempi. L’arresto arriva infatti a solo tre giorni dalle primarie, che con ogni probabilità avrebbero visto l’attuale sindaco diventare leader del partito ed iniziare così la corsa verso la presidenza del paese. “Prendere decisioni per conto del popolo, usare la forza per sostituire la volontà del popolo o per ostacolarla è un colpo di stato. Attualmente c’è una forza in atto per impedire alla nazione di determinare il prossimo presidente”, ha detto Ozel, attuale leader dell’opposizione turca, in un post su X. La moglie ha invece dichiarato: “Una cosa del genere è ovviamente impossibile. È una calunnia enorme e assoluta. Tutto verrà comunque alla luce del sole”.
Istanbul: stop alle manifestazione e all’utilizzo dei social
A poche ore dall’arresto, la prefettura di Istanbul ha deciso di ordinare la chiusura temporanea di alcune fermate della rete metropolitana della città, così da “mantenere l’ordine pubblico”, vietando anche fino al 23 marzo le letture pubbliche di comunicati stampa. Come se non bastasse, l’’osservatorio di Internet “Netblocks”, sembra poi aver osservato come anche l’utilizzo di numerose piattaforme social, tra cui X, YouTube, Instagram e TikTok sarebbe stato limitato.




