Siria: un accordo per uscire dalla crisi

Siria: un accordo per uscire dalla crisi

Al terzo giorno di negoziazioni tra gli Stati Uniti e la Russia sullo smantellamento dell’arsenale chimico siriano, John Kerry e Serguei Lavrov sono finalmente pervenuti ad un accordo. Damasco ha una settimana per presentare una lista completa di armi chimiche che possiede la Siria. Degli ispettori si recheranno sul posto “non più tardi di novembre” per verificare lo stato del processo. L’obiettivo è di togliere le armi entro la metà del 2014.

I russi hanno ugualmente accettato una risoluzione secondo i criteri del “capitolo 7”, ovvero autorizzando il ricorso alla forza. Cosa alla quale Mosca si oppone categoricamente dall’inizio del conflitto solo due anni e mezzo fa.

Nella serata l’ONU ha annunciato di aver ricevuto il dossier completo di adesione della Siria alla Convenzione per il divieto delle armi chimiche, che sarà effettivo entro trenta giorni. “La convenzione entrerà in vigore il 30° giorno che seguirà il deposito della domanda d’adesione della Repubblica araba siriana, ossia il 14° ottobre 2013”, hanno dichiarato i servizi del segretario generale dell’ONU, Ban Ki Moon, in un comunicato.

Gli Stati Uniti stimano a 45 il numero di siti legati al programma di armi chimiche in Siria e che questi siti sono attualmente sotto il controllo del regime siriano in quanto sono stati scoperti materiali che sono arrivati in zone di Damasco sotto il controllo del regime. 

Barack Obama ha accolto positivamente la notizia dell’accordo che segna secondo lui “un progresso” e una “tappa importante”. Il Presidente americano ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti “restano pronti ad agire” se la diplomazia dovesse fallire. Prima dell’annuncio di questo accordo, Obama aveva messo in guardia Damasco e reclamato atti “concreti”. “Dobbiamo avere atti concreti che dimostrino che Assad voglia seriamente rinunciare alle armi chimiche”.

Londra ha ugualmente accolto positivamente l’accordo. Il Regno Unito concorda con gli Stati Uniti e la Russia sulle armi chimiche in Russia”, ha scritto William Hague, il capo della diplomazia britannica sul suo profilo Twitter.

 

Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

15 settembre 2013

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