Il ruolo della Federazione Russa in Abkhazia ed Ossezia del Sud

Il ruolo della Federazione Russa in Abkhazia ed Ossezia del Sud

Dopo l’indipendenza ottenuta nel 2008 i due paesi caucasici, direttamente collegati ai finanziamenti russi, stanno direzionando la propria attenzione sulla cooperazione economica con l’Italia

GeorgiaNel 2008 con la vittoria delle guerra russo-georgiana la Repubblica di Abkhazia e quella dell’Ossezia del Sud poterono dichiarare ufficialmente la loro indipendenza dalla Georgia e, grazie al riconoscimento in primis da parte della Federazione Russa, poterono iniziare il processo di costruzione del proprio stato.

Il mese di agosto ha rappresentato quindi il quinto anniversario dalla nascita delle due repubbliche caucasiche le quali hanno confidato in Mosca per la propria sicurezza ed economia: grazie alla presenza militare dell’esercito russo è infatti garantita la sicurezza fisica degli abkhazi ed osseti ed evitato un possibile attacco da parte della Georgia, stato che fin dal crollo dell’Unione Sovietica ha reclamato questi due paesi come facenti parte del proprio territorio nazionale. I 20 anni di conflitto che hanno interessato queste due nazioni avevano lasciato a fine del 2008 una situazione disastrata ed il mancato riconoscimento internazionale, favorito dall’ostracismo avviato da Tbilisi, avevano influenzato negativamente l’economia di Abkhazia e Ossezia, paesi i quali si sono rivolti verso la Russia per il proprio sviluppo economico e per i finanziamenti. In questo modo, secondo quanto denunciato dagli esperti, il Cremlino con i propri soldi e soldati ha esteso la propria influenza all’interno delle due repubbliche riuscendo indirettamente a controllarle grazie ai piani di sviluppo ed agli accordi diplomatici; l’enorme supporto da parte della Federazione rappresenta in Abkhazia, ad esempio, il 70% del budget nazionale e per cambiare tale tendenza i due paesi caucasici stanno improntando una politica volta ad instaurare rapporti internazionali con l’Europa con l’intenzione di favorire lo sviluppo degli scambi commerciali ed attrarre investimenti esteri diretti.

Secondo tale auspicio si è svolta quindi martedì 10 settembre 2013 a Roma la conferenza “Chi ha paura dell’Ossezia del Sud” il cui obiettivo è stato quello di focalizzare l’attenzione e sensibilizzare l’opinione pubblica italiana circa il problema del riconoscimento e dell’indipendenza dello stato osseto grazie alla partecipazione del Ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud David G. Sanakoev.

Introdotta dal Dott. Murgia, il quale ha posto l’attenzione sul problema dell’isolamento internazionale che interessa la repubblica osseta, riconosciuta soltanto da cinque paesi al mondo (Federazione Russa, Venezuela, Nicaragua, Nauru, Tavalu), fattore che influenza direttamente lo sviluppo economico e la mobilità dei cittadini, la conferenza ha direzionato la propria attenzione sui progetti di sviluppo futuri dello stato osseta e sui difficili rapporti osseto-georgiani.

Turchia, AbkhaziaDurante l’introduzione è stato doveroso prendere in esame il tragico evento che ha interessato la vicina Repubblica di Abkazia, con la quale l’Ossezia ha condiviso le sorti della guerra russo-georgiana del 2008, in cui il Primo Segretario dell’Ambasciata Russa nello stato abkhazo, Dmitri Visherev, è stato ucciso da colpi di pistola mentre era a bordo della sua automobile in occasione dell’anniversario che sanciva la nascita delle relazioni russo-abkhaze. Tale evento, secondo quanto riferito dalle autorità locali, è stato classificato come atto terroristico diretto a destabilizzare i rapporti tra l’Abkhazia e la Federazione Russa vitali per l’indipendenza e lo sviluppo economico dello stato caucasico.

Non solo per lo stato abkhazo ma anche per quello osseta il Cremlino rappresenta una garanzia di libertà, indipendenza, sicurezza fisica delle persone e secondo quanto affermato dallo stesso ministro martedì scorso, l’aggressione avvenuta 5 anni fa da parte delle truppe di Tbilisi scatenante il conflitto con Mosca ha permesso di evidenziare non solo le mire di espansione territoriali georgiane m anche l’importanza diretta della Federazione Russa.

La volontà del paese, secondo le parole di Sanakoev, è quella di perseguire la strada del riconoscimento mondiale considerato oramai un processo irreversibile il cui cammino vede le sue radici agli inizi degli anni ’90 culminante con l’indipendenza ottenuta nel 2008 e sancita direttamente da Mosca.

Attualmente la Repubblica di Ossezia sta lavorando per garantire lo sviluppo istituzionale inerente la legislazione con l’obiettivo di costruire uno stato indirizzato verso il progresso capace di creare basi solide su cui improntare il futuro dei propri cittadini. Parlando proprio di futuro il riconoscimento a livello mondiale è visto come il primo passo fondamentale per il paese reso difficile però dall’ostruzionismo georgiano.

L’Italia non ha ancora riconosciuto l’Ossezia del Sud motivo per cui durante la visita a Roma il ministro osseto presenterà alle istituzioni italiane la richiesta formale; un primo successo all’interno del nostro paese si può considerare l’incontro avvenuto venerdì scorso nel quale Sanakoev è stato ricevuto da Sinistra, Ecologia e Libertà in Parlamento ricevendo supporto e la promessa di impegno a favorire la conoscenza della repubblica osseta tra il pubblico italiano.

Oltre al riconoscimento dell’indipendenza lo stato osseta necessita di uno sviluppo economico che non si basi soltanto sugli ingenti aiuti economici profusi dalla Federazione Russa, ma che sia in grado di attirare gli investimenti internazionali al suo interno; la stabilità degli investimenti è garantita dalla legislazione osseta atta a favorire e tutelare la sicurezza fiscale, fattore che dovrebbe invogliare maggiormente le imprese estere a guardare alla repubblica. Esistono tre diversi programmi di sviluppo a breve, medio e lungo termine per un periodo complessivo che si concluderà nel 2030; i settori su cui intende puntare l’Ossezia del Sud sono quello dello sfruttamento delle ingenti risorse idriche, dello sviluppo del settore agroalimentare e quello turistico il quale, per stessa ammissione del ministro Sanakoev, necessità non solo di investimenti ma di esperti nel settore il cui know-how elevato possa permettere la realizzazione di strutture turistiche di livello medio alto.

Per quanto riguarda l’Abkhazia invece, l’azione diplomatica all’interno dello stato italiano ha iniziato a riscuotere i primi successi in questi ultimi anni con i rappresentanti del Ministero degli Esteri più volte presenti nel nostro paese per promuovere la propria cultura, tradizioni e per parlare della propria indipendenza. Il 29 agosto scorso, ad esempio, è stato firmato in Sardegna un protocollo di cooperazione e fratellanza tra la città italiana di Sarroch, rappresentata dal sindaco Salvatore Mattana, e quella abkhaza di Gagra, rappresentata dal Capo dell’Amministrazione comunale Grigory Enik ed al termine di tale accordo è stata aperta la mostra del fotografo abkhazo Tengiz Tarba.

Primi passi quelli della giovane repubblica abkhaza diretti ad interessare anche il mondo imprenditoriale italiano, vista l’importanza che viene data al Made in Italy all’estero ed in special modo nell’area caucasica perché considerato marchio di prestigio e qualità, ed in tal senso si deve vedere la Country Presentation del 4 ottobre 2013 organizzata da ASRIE (Associazione di Studio, Ricerca e Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa) ed il CeSEM (Centro Studi Eurasia Mediterraneo) con il patrocinio della Provincia di Piacenza e di Confindustria Piacenza il cui obiettivo sarà quello di favorire l’incontro tra le imprese italiane, in special modo quelle del settore del turismo, edilizia ed agricoltura, ed i rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Camera di Commercio (2duerighe – Alla scoperta del mercato economico caucasico ).

Giuliano Bifolchi

15 settembre 2013

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