Siria, Commissione dell’Onu afferma: ‘Assad fa sparare sugli ospedali. Sono state usate armi chimiche’

Siria, Commissione dell’Onu afferma: ‘Assad fa sparare sugli ospedali. Sono state usate armi chimiche’

Nell’ultimo rapporto diffuso dall’Onu, inerente l’attività del governo di Bashar al Assad in Siria, emerge una chiara accusa al presidente del Paese, reo di crimini di guerra e palesi violazioni dei diritti dell’uomo.

La Commissione d’Inchiesta dell’Onu per la Siria ha affermato, si legge, che il governo di Assad ha più volte attaccato, con dei caccia bombardieri, ospedali e personale dei trasporti medici, negando così l’accesso alle cure per centinaia di malati e feriti. Questo, affermano i commissari, “è uno degli aspetti più allarmanti del conflitto siriano” che fa ben comprendere quanto la guerra civile in atto stia dilaniando il Paese.

Per la Commissione: «la negazione di cure mediche come arma di guerra è una realtà distinta e agghiacciante della guerra in Siria. Respingendo il principio inconfutabile e universalmente accettato che le persone ferite durante le ostilità devono essere trattate, le parti in conflitto in Siria stanno creando un pericoloso precedente».

I commissari dell’Onu hanno inoltre affermato che la maggior parte delle vittime sono state causate da armi ‘convenzionali’ ma che comunque ci sono le prove certe che siano state usate anche armi chimiche. Al momento però non ci sono ancora le basi per comprendere se le abbiano utilizzate l’esercito siriano libero o l’esercito governativo: «In base alle prove attualmente a disposizione – si legge nel rapporto – non è possibile individuare il tipo di agenti chimici utilizzati e chi ne abbia fatto uso. Le indagini sono in corso».

Secondo gli osservatori Onu ogni intervento volto a metter fine al conflitto deve essere a garanzia della protezione dei civili e l’unica via perseguibile in tal senso è quella politica: «Non c’è una soluzione militare a questo conflitto. Chi fornisce armi crea un’illusione di vittoria. L’unica strada per la pace è una soluzione politica fondata sui principi del comunicato finale del Gruppo di azione per la Siria».

Siria, mappa armi chimicheDalle pagine del ‘Wall Street Journal’, si apprende poi che Assad avrebbe iniziato a distribuire il suo arsenale chimico su almeno 50 siti differenti, al fine di rendere più complessi eventuali controlli. Uno spostamento iniziato, secondo il quotidiano Usa, da almeno un anno a questa parte, nonostante ciò i servizi segreti americani e israeliani pensano comunque di sapere dove si trovi la maggior parte delle armi chimiche.

Mentre in Siria continua ad imperversare una dilaniante guerra civile il dibattito internazionale su un possibile intervento, che sia diplomatico o militare, sembra farsi sempre più lontano nel tempo.

Enrico Ferdinandi

13 settembre 2013

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