Siria: Washington esorta Damasco a rispettare l’accordo del disarmo chimico

Siria: Washington esorta Damasco a rispettare l’accordo del disarmo chimico

Siria KerryMentre il segretario di Stato John Kerry è arrivato a Ginevra giovedì mattina per un incontro cruciale con il suo omologo russo Serguei Lavrov, gli Stati Uniti esortano Damasco a smantellare l’arsenale chimico di cui dispone.

Un membro del dipartimento di Stato ha sottolineato che Washington attende dal regime siriano che “dichiari al più presto l’integralità del proprio arsenale” come dimostazione del suo impegno. Il ministro degli Esteri siriano Walid Al-moallem ha in effetti dichiarato questa settimana che il suo paese era pronto a raggiungere la Convenzione d’interdizione delle armi chimiche e che sostiene il piano russo che prevede di porre sotto controllo internazionale le loro armi.

A Ginevra Kerry è arrivato in compagnia di una numerosa squadra di esperti in disarmamento, armi chimiche e di non proliferazione del Pentagono, dell’esercito e altri ministri Americani. L’obiettivo è di “verificare infatti se ci sia una via per andare avanti, se i Russi sono seri in quello che dicono, e cosa più importante se Assad è serio nel pronunciare le sue parole”, ha dichiarato un responsabile. “Parleremo con i Russi del problema, delle diverse modalità di distruzione di queste armi, dei centri di produzione, e delle diverse installazioni”, ha aggiunto lo stesso responsabile. Il capo della diplomazia russa, Sergueï Lavrov, ha dichiarato giovedì che esiste ancora un’opportunità per la pace in Siria e che la comunità internazionale dovrebbe coglierla.

“C’è molto scetticismo sulla serietà del regime siriano circa l’eliminazione delle sue armi chimiche, probabilmente cercano di guadagnare tempo per proseguire gli scontri contro l’opposizione armata. Ci sono delle cose specifiche che possiamo chiedere per verificare se sono state fatte ed ottenere dunque rapidamente una prima impressione sulla realtà”, ha aggiunto il responsabile americano.

La Convenzione sul divieto delle armi chimiche fa parte di una serie di proposte per verificare la buona volontà del regime siriano, accusato da numerosi capitali di essere all’origine del presunto attacco di armi chimiche avvenuto il 21 agosto a Damasco dove sono morte un centinaio di persone.

L’obiettivo dunque si compone di quattro parti: la distruzione dell’arsenale chimico, la sorveglianza dell’industria chimica per impedire la creazione di armi, l’aiuto delle nazioni contro le minacce chimiche e sostenere la cooperazione internazionale. In un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters, Dieter Rothbacher, ex ispettore dell’ONU in Iraq, ha ricordato che Assad “possiede uno dei programmi di armi chimiche tra i più importanti nella sua regione e nel mondo”. Il programma di armi chimiche siriano comporta inoltre fabbriche di gas neurotossici.

di Manuel Giannantonio

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12 settembre 2013

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