Liberato Domenico Quirico

Liberato Domenico Quirico

Rapito in Siria, l’inviato torna finalmente in Italia e racconta il suo inferno

Domenico-Quirico 5 mesi di isolamento e di terrore. Questa è stata l’odissea di Domenico Quirico, inviato de La Stampa rapito in Siria lo scorso aprile e tornato finalmente alla libertà.

Stanco ma in buone condizioni di salute, Domenico è atterrato pochi minuti dopo la mezzanotte all’aeroporto romano di Ciampino, insieme allo studioso belga Pier Piccinin, anche lui rapito il 6 aprile.

Il ministro degli esteri Emma Bonino lo ha abbracciato e ha affermato la sua piena soddisfazione per la sua liberazione,ringraziando la Farnesina e la sua unità di crisi. ” Il mio primo pensiero va ai parenti che potranno riabbracciarlo dopo molti mesi e numerosi momenti d’ansia”, ha ammesso il ministro che conclude il suo discorso con un messaggio per tutti gli inviati che operano in condizioni difficili:” la liberazione del giornalista è una bellissima notizia anche per tutti coloro che, per raccontare la verità in situazioni  estreme, rischiano la vita”.

Anche Enrico Letta ha commentato il lieto evento, affermando che “la speranza non era mai venuta meno e vengono coronati dal successo tutti gli sforzi per un esito positivo della vicenda”.

Domenico Quirico,62 anni e inviato di guerra per La Stampa, conosce molto bene il continente africano: negli ultimi vent’anni si è occupato del Ruanda, del Congo e della Somalia e nel 2011 è stato rapito durante la rivolta anti-gheddafi in Libia.

Il suo libro “primavera araba” dimostra la sua ampia conoscenza del Nord Africa e dei cambiamenti politici che hanno interessato la regione negli ultimi anni.

La sua ultima e brutta esperienza in Siria si è conclusa positivamente ma la sofferenza è stata molta, come lui stesso ha ammesso appena arrivato in Italia: “è come se avessi vissuto 5 mesi su Marte, ho avuto paura e non mi hanno trattato bene”.

La famiglia lo aspetta a Govone, in provincia di Cuneo, come tutti i colleghi del suo quotidiano. “È una notizia magnifica” ha commentato il direttore della Stampa Mario Calabresi.

Una nazione in festa per accogliere uno dei tanti inviati che, come è stato scritto nel suo quotidiano, “consuma le scarpe per andare alla ricerca non solo di una notizia, ma di qualcosa da raccontare ai lettori con una promessa:parlare solo di ciò che conosce e che ha visto con i propri occhi”.

di Benedetta Cucchiara

9 settembre 2013

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