G20 di San Pietroburgo, Letta: ‘ultima occasione per soluzione politica in Siria’

G20 di San Pietroburgo, Letta: ‘ultima occasione per soluzione politica in Siria’

RUSSIA G20 San PietroburgoRussia. Da San Pietroburgo, dove è in corso il G20, il premier italiano, Enrico Letta, ha ricordato che questa potrebbe essere l’ultima occasione per far si che in Siria: «si arrivi a una soluzione negoziata e politica». Parole, queste di Letta, pronunciate dopo un bilaterale con Vladimir Putin, presidente del G20 ospitato in terra russa.

Proprio a Putin, con una lettera, si è rivolto Papa Francesco, che da giorni continua ad appellarsi ai leader mondiali affinché si persegua una via diplomatica per la risoluzione del conflitto siriano. Bergoglio ha rivolto un ‘sentito appello’ ai leader riuniti a San Pietroburgo ed ha chiesto di far in modo che venga trovata: «una soluzione per evitare un massacro in Siria».

Letta, facendo riferimento alla lettera di Papa Francesco, ha affermato: «Bisogna che il presidente di turno, e tutti noi, prendiamo sul serio la lettera che il Papa ha inviato che dice cose importanti e che vanno prese sul serio».

Il presidente del Consiglio ha poi ricordato, rispondendo a una domanda di un giornalista, che con gli Stati Uniti non c’è “nessuna freddezza” e che l’alleanza con gli Usa: «è strategica, è un’alleanza che rimane e rimarrà, maabbiamo approcci diversi rispetto a questa vicenda. L’Italia tradizionalmente ha una posizione che rifugge gli unilateralismi e ricerca il multilateralismo. Trovo che l’atteggiamento di Obama sia stato positivo e intelligente nel ricercare forme di discussione e di riflessione comune».

Questa rimane comunque, ricorda Letta, una vicenda complicata e complessa: «La cosa peggiore sarebbe che l’Europa arrivasse divisa con ognuno che dice una cosa diversa e sto lavorando a far sì che l’Europa riesca ad esprimere Una voce, la più unitaria possibile. E noi su quella voce ci attesteremo perché è la strada da percorrere».

Il G20 in corso a San Pietroburgo rappresenta veramente l’ultima possibilità per il raggiungimento di una soluzione diplomatica al conflitto siriano. Ieri il Senato statunitense ha approvato la risoluzione di Barack Obama sull’intervento militare. Ora manca solo il sì del Congresso degli Stati Uniti, previsto per lunedì prossimo (leggi qui).

Intanto l’Iran ricorda il suo appoggio al governo di Assad. La Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha affermato stamani che l’accusa di aver utilizzato armi chimiche, per compiere la strage del 21 agosto, è solo un pretesto per attaccare la Siria: «Gli Stati Uniti e gli altri alleati usano le armi chimiche come un pretesto, per poter così dire che il loro intervento è dettato da questioni umanitarie».
Qassem Soleimani, capo della Quds Force, l’unità militare di élite iraniana, ha fatto eco ad Ali Khamenei dichiarando che: «L’obiettivo degli Stati Uniti non è di proteggere i diritti umani, ma distruggere il fronte di resistenza contro Israele. Per questo sosterremo la Siria fino alla fine».

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

5 settembre 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook