Cibi scaduti per sconfiggere l’austerità greca

Cibi scaduti per sconfiggere l’austerità greca

La disposizione che sostiene le famiglie e che accende il dibattito salute contro risparmio

cibi-scadutiVendita di cibi scaduti. È questa la soluzione scelta dal governo greco contro l’austerità, una scelta contenuta nella direttiva che è entrata in vigore dal 1 settembre e che permette a numerosi commercianti di vendere prodotti anche dopo la data specificata nell’etichetta” da consumarsi preferibilmente entro”.

La misura è determinata dalla stretta imposta dalla Troika, composta da Unione Europea, Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale che in cambio di un prestito da 230 miliardi di euro, ha richiesto ad Atene di adottare delle restrizioni sui suoi conti pubblici non ancora in equilibrio.

I numeri della Grecia parlano chiaro: la disoccupazione registrata nel mese di agosto è del 27,6% e ben 60 giovani su 100 sono senza lavoro; la tassazione è aumentata del 50%; infine il debito pubblico si attesta al 180% del PIL ed è destinato a lievitare insieme agli interessi.

Il risultato di queste cifre allarmanti è il crollo dei redditi e dei consumi, circa il 14% nel primo semestre, e proprio questo dato ha spinto il governo ad adottare misure volte a sostenere i negozianti e i supermercati, incapaci ormai di vendere i loro prodotti e a tutelare le famiglie, piegate dalle riforme lacrime e sangue.

Al via quindi le nuove disposizioni, che prevedono la vendita di questo tipo di merce a prezzi molto scontati e per periodi limitati; tutti i prodotti etichettati “da consumare preferibilmente entro” dopo la data di scadenza dovranno essere collocati in appositi spazi, separati dagli altri articoli.

Molti dubbi sono sorti in merito alla salvaguardia della salute degli acquirenti, costretti a scegliere prodotti sì meno costosi ma di scarsa qualità. Giorgio Sterious del ministero dello sviluppo economico ha ribadito che ” il provvedimento non è pericoloso per la salute dei consumatori”: infatti, sono stati fissati criteri restrittivi e la merce con giorno e mese di scadenza potrà rimanere in vendita per una settimana dopo la data stampata sulla confezione, quella con mese e anno per un mese, mentre quella con un anno potrà rimanere sugli scaffali per tre mesi.

I Paesi del Nord europa storcono il naso di fronte alla richiesta di aiuti di uno Stato che vessa in condizioni economiche disastrose anche se alcuni di essi, compresa la Germania, sono ben consapevoli della necessità di un intervento tempestivo per finanziare l’insostenibile debito greco. Tutte le attenzioni greche sono rivolte non solo all’arrivo dei tecnici e dei capi missione della Troika previsto per metà settembre,ma anche alle imminenti elezioni tedesche che influenzeranno il futuro ellenico, un futuro che cerca di sopravvivere all’ingiusta austerità della crisi.

di Benedetta Cucchiara

2 settembre 2013

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