Siria, intervento militare: un passo indietro dell’UK, uno in avanti della Francia

Siria, intervento militare: un passo indietro dell’UK, uno in avanti della Francia

obama_hollandeMolti media statunitensi davano per scontato un attacco lampo coordinato dall’asse Usa-UK fra giovedì e sabato. Si sbagliavano, nelle ultime ore difatti il premier David Cameron ha fatto ‘un passo indietro’, dopo che il parlamento britannico ha detto ‘no’ all’intervento militare in Siria.

Cameron era stato il primo a dichiarasi pronto all’intervento e ad appoggiare i piani statunitensi, dopo aver acquisito le prove del massacro di migliaia di civili, con l’uso di armi chimiche avanzato dal governo di Bashar al-Assad. Ma queste prove non sono ancora sicure al cento per cento e gli ispettori Onu presenti in Siria per chiarire le colpe del governo di Assad non hanno ancora dato un responso definitivo. Motivi che hanno portato il parlamento britannico ad esprimersi, per ora, contro un intervento militare.

Gli Stati Uniti hanno subito trovato un altro grande alleato pronto ad appoggiare il piano del presidente Barack Obama: la Francia di Hollande.
In una intervista a Le Monde, Il Presidente François Hollande ha affermato di essere ancora dell’idea che il regime siriano deve essere punito per il “danno irreparabile” causato ai civili in seguito all’uso di armi chimiche.

Hollande ha inoltre aggiunto che la Francia lavorerà a stretto contatto con gli alleati per mettere un freno alla violenza in atto in Siria, mettendo però in prima posizione la via della soluzione diplomatica: «Tutto il possibile deve essere fatto in Siria per trovare una soluzione politica. Ma questo sarà possibile solo se la coalizione sarà in grado di rappresentare un’alternativa».

Parole molto significative pronunciate nel corso di una conferenza stampa congiunta all’Eliseo al termine di un incontro con Ahmad al Jarba, il presidente della Coalizione nazionale siriana, eletto lo scorso 6 luglio.

Ahmad al Jarba ha invece dichiarato «Questo crimine non può perpetrarsi senza che venga punito, senza che un lavoro serio di dissuasione a livello internazionale sia fatto da parte degli alleati del popolo siriano con alla guida la Repubblica francese che ringraziamo».

La Francia, che già si era dichiarata nei giorni scorsi pronta a intervenire militarmente in Siria, diventa quindi il principale alleato Usa per un intervento militare il cui futuro resta altamente incerto.
Basti pensare ce l’opinione pubblica americana resta ancora ampiamente divisa e nelle ultime ore a centinaia sono scesi in piazza a New York per manifestare contro un intervento che si dice sia stato “costruito sulle bugie”.

Enrico Ferdinandi

(@FerdinandiE)

30 agosto 2013

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