India: sposa colpevole di non avere figli maschi viene avvelenata dal marito

India: sposa colpevole di non avere figli maschi viene avvelenata dal marito

La selezione sessuale e il problema di essere donna nella società indiana

L’India torna a far parlare di sé, ma questa volta non si tratta di matrimoni forzati che vedono coinvolte numerose spose bambine, ma di gravidanze obbligatorie.

Ha 28 anni la giovane assassinata dal marito. Mercoledì, nel piccolo villaggio di Siya situato nell’India centrale, si è consumata la tragedia di una donna incapace di dare alla luce un figlio maschio; la sua colpa è stata definita ufficialmente da un santone e il compagno, con l’ approvazione dei parenti, ha deciso di procedere all’eliminazione della ragazza, costringendola ad ingerire un potente veleno.

Il quotidiano the Time of India descrive l’episodio, includendo l’amaro racconto del padre della vittima: sposata da 12 anni, Sadhna è stata costretta fin da subito a sopportare il peso delle richieste economiche provenienti dalla famiglia, che esigeva un aumento considerevole della dote, e le pressioni per il concepimento di figli che tardavano ad arrivare. Dopo innumerevoli cure, la ragazza è riuscita a diventare mamma di due bambine, ma questo non ha accontentato né il marito né la sua famiglia che sentita l’opinione del santone, secondo la quale la donna non avrebbe avuto figli maschi, hanno deciso di sbarazzarsi di lei.

Nel 2011, l’Economist aveva trattato lo spinoso tema della selezione sessuale ai danni delle bambine indiane. Nel caso indiano, questa discriminazione non può essere spiegata con esigenze dittatoriali e con politiche del figlio unico visto che l’India è una democrazia, e non possiamo prendere in considerazione solo la povertà, perché il fenomeno è diffuso nei tre stati più ricchi, ovvero Punjab, Haryana e Gujarat.

Il vantaggio sociale di avere un figlio maschio spinge molte donne,quelle più benestanti che si possono permettere una ecografia, a praticare l’aborto nel momento in cui vengono a conoscenza di aver concepito una bambina.

I risultati di questa “selezione innaturale” sono drammatici: ogni anno mancano circa 600.000 bambine e il gap numerico tra maschi e femmine si sta facendo sempre più ampio.

Sahdna è la vittima del marito e di una società che non ammette l’assenza di un nastro azzurro. Secondo quanto riferisce il quotidiano, “è stata picchiata violentemente e costretta a ingerire il veleno” e prima di morire all’ospedale di Jhansi, la ragazza è riuscita a raccontare le torture subite e a svelare gli incubi della sua vita.

Benedetta Cucchiara

30 agosto 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook