L’Afghanistan occidentale rimane il “paradiso” jihadista

L’Afghanistan occidentale rimane il “paradiso” jihadista

L’imboscata dei Talebani nella provincia di Farah mette in risalto le lacune della polizia afghana ed il mancato controllo dell’area

Nella giornata di ieri i Talebani hanno ucciso 15 poliziotti afghani, tra cui il vice capo dell’Intelligence della provincia occidentale, in un’imboscata nella provincia di Farah. L’attacco è avvenuto nell’area compresa tra il distretto del Gulistan e quello di Balu Barak: un numero imprecisato di combattenti Talebani ha attaccato una delegazione della polizia afghana mentre questa stava svolgendo il lavoro di ispezione degli avamposti presenti lungo la superstrada Herat-Kandahar, segmento della Ring Road, la maggiore via di transito del paese.

L’attacco ha provocato la morte del Vice capo del National Intelligence Directorate di Farah, Bashir Khan Darabadi, descritto dai Talebani come un “comandante brutale in stretto rapporto con gli invasori stranieri”, e del Capo della Polizia Stradale della provincia di Kandahar. Secondo quanto riportato dai Talebani su Voice of Jihad, l’imboscata ha provocato la morte di 15 poliziotti afghani, la distruzione di quattro veicoli corazzati ed ha visto la perdita soltanto di 2 combattenti, mentre l’ufficio del governatore della provincia ha sottolineato come le ingenti perdite da parte delle forze di polizia siano dovute alla lunga durata dello scontro che ha lasciato i poliziotti privi di munizioni e quindi in balia dei militanti.

L’imboscata di ieri è l’ulteriore dimostrazione di come la superstrada della provincia di Farah debba essere considerata un’area di crescente insicurezza, affermazione convalidata dal precedente attacco avvenuto soltanto due giorni prima ai danni di un convoglio di camion petroliera addetto al rifornimento delle truppe NATO: Abdul Rahman Zhwandai, il portavoce del governatore della Provincia di Farah, aveva dichiarato che nell’imboscata avevano perso la vita 6 camionisti, ulteriori 10 uomini erano rimasti feriti mentre 40 camion erano stati completamente distrutti.
Il 19 agosto invece fonti ufficiali afghane avevano riportato lo scontro armato avvenuto tra le Forze di Protezione Pubblica dell’Afghanistan ed i Talebani lungo la Ring Road in Gulistan causa della morte di 11 membri delle forze di polizia afghane e 72 militanti, cifre smentite successivamente dagli stessi Talebani per quel che concerne la perdita dei propri uomini.

Un simile attacco, come l’imboscata avvenuta ieri in cui hanno perso la vita i 15 poliziotti afghani, era già stato lanciato nel marzo del 2012 da parte delle forze talebane le quali avevano preso d’assalto un convoglio NATO organizzando un’azione armata capace di coinvolgere 70-80 militanti e di provocare la morte di quattro guardie di sicurezza afghane e due soldati riportando però numerose perdite tra le loro fila.

Tali eventi indicano come la provincia di Farah rappresenti ancora un territorio favorevole alla attività jihadista definito dagli esperti un “paradiso” per le cellule di al-Qaeda ed i gruppi terroristici alleati; la presenza di al-Qaeda è stata infatti rilevata in 5 distretti (Bakwah, Balu Barak, Farah, Gulistan, e Pusht-e-Rod) su 11 ed i recenti episodi nell’area indicano la volontà dei Talebani di controllare le aree cruciali e strategiche della provincia. Secondo quanto riportato dalle fonti locali, la provincia di Farah rappresentava in passato un’area sicura, specialmente lungo la superstrada Herat-Kandahar, situazione che negli ultimi anni ha subito un netto deterioramento a causa dei regolari attacchi ai danni dei convogli della polizia che bloccano il transito stradale per ore. Nazir Khidmat, Presidente del Consiglio Provinciale di Farah, commentando l’imboscata, ha difeso il corpo di polizia accusato di immobilità ed incapacità, affermando che attualmente i Talebani stanno producendo il massimo sforzo per mostrare la propria forza nell’area cercando lo scontro diretto con le forze di sicurezza.

 

Giuliano Bifolchi

30 agosto 2013

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