Siria: “Abbiamo armi di difesa che vi sorprenderanno”

Siria: “Abbiamo armi di difesa che vi sorprenderanno”

Il Ministro degli Esteri siriano Wallid Muallem ha affermato martedì che il suo paese si difenderà in caso di attacchi militari occidentali e che dispone di mezzi che sorprenderanno il mondo. “Abbiamo due opzioni: arrenderci, o difenderci con i mezzi di cui disponiamo. La seconda alternativa è la migliore: noi ci difenderemo”, ha dichiarato durante una conferenza stampa tenutasi a Damasco. “Prendersela con la Siria non è cosa da poco. Abbiamo mezzi di difesa che vi sorprenderanno” ha aggiunto.  

Intervenendo durante la conferenza stampa sull’eventuale colpo occidentale contro il regime come reazione dei presunti attacchi chimici, il capo della diplomazia siriana ha fustigato coloro i quali sono intenzionati ad agire contro il paese, senza secondo lui, proporre prove concrete dell’utilizzo effettivo di armi chimiche. “Percepiamo diverse volontà di intervento nei nostri confronti. Se vogliono aggredirci, credo che l’utilizzo dell’alibi delle armi chimiche non sia del tutto esatto. Li sfido a presentare prove concrete in merito”.

Il ministro ha prevenuto che un attacco eventuale non ostacolerebbe la campagna militare condotta da Damasco contro i ribelli, da due anni, specialmente nei territori di Damasco. “Se pensano di poter impedire la vittoria delle nostre forze armate, si sbagliano”, ha voluto sentenziare il ministro. Per lui un intervento militare internazionale aumenterebbe solo gli interessi di Israele e, in secondo luogo, il Fronte al-Nosra, gruppo armato che combatte insieme ai ribelli siriani che agiscono con Al Qaeda.

Nell’ambito dell’utilizzo delle armi chimiche l’ONU ha condotto un’inchiesta recandosi direttamente a Damasco, nei siti in cui è sospettata l’attività chimica. La loro inchiesta però è stata interrotta da alcuni spari indirizzati ai veicoli bianchi dell’ONU. L’autorizzazione del regime di Bachar al-Assad deve ancora arrivare. Il fattore temporale gioca un ruolo determinante in questa inchiesta. Gli effetti dei gas usati potrebbero svanire ed impedire alla squadra dell’ONU di trovare prove concrete.

Numerosi bombardamenti hanno deteriorato il luogo dopo la morte di oltre 1 300 persone, secondo l’opposizione siriana. Tuttavia la squadra dell’ONU è soddisfatta del lavoro svolto che proseguirà domani. Mentre il Presidente russo Vladimir Putin affermava nella serata al Primo ministro britannico David Cameron che “non ci sono prove sull’utilizzo di armi chimiche e nemmeno di chi sia il responsabile”, Il segretario di Stato Americano, John Kerry, ha dichiarato da Washington: “Sono state utilizzate armi chimiche in Siria” senza precisare però né il luogo né la data.

Ormai persuasa dalla colpevolezza del partito al potere, la comunità internazionale si prepara ad un nuovo intervento. Pressato dai commenti dei diversi dirigenti, il Presidente siriano ha qualificato le accuse occidentali come insensate, assicurando inoltre che l’intervento militare Americano sarà senz’altro un “fallimento”.

Se Assad certamente non gode dell’appoggio dei membri del consiglio di sicurezza dell’ONU può contare invece sul sostegno dell’alleata Russia che ha minacciato di “conseguenze estremamente gravi” un eventuale intervento Americano sul territorio siriano.

Il Presidente del consiglio Enrico Letta, il vice premier Angelino Alfano e il Ministro degli Eteri Emma Bonino si sono riuniti ieri sera nell’ambito della questione siriana. “La condanna totale dell’attitudine del regime di Bachar al-Assad è imposta come la stima che abbia oltrepassato il punto di non ritorno”, ha indicato portavoce della Presidenza del Consiglio. Il governo del bel pase avrà nelle prossime ore alcuni contatti con gli alleati europei e americani ma l’augurio dell’Italia è quello di trovare una soluzione in quadro multilaterale, privilegiando a priori l’ONU e una larga intesa tra le potenze.

Manuel Giannantonio 
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

27 agosto 2013

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