Stati Uniti: Obama propone la riforma del “Patriot Act” dopo le conseguenze del Datagate

Stati Uniti: Obama propone la riforma del “Patriot Act” dopo le conseguenze del Datagate

president-obama-s-first-google-hangout-how-d-he-do-acfb46e076L’obiettivo principale è quello di rassicurare tutti. Questo lo scopo della grande conferenza stampa di venerdì 9 agosto tenuta direttamente da Barack Obama durante la quale ha annunciato una serie di misure che mirano “a conferire una maggior trasparenza” alfine di “fare in modo che gli Americani possano aver fiducia nel fatto che rispettiamo i loro interessi e i loro valori”.

Obama ha consacrato una grande parte della conferenza ai programmi dell’Agenzia di sicurezza nazionale (NSA), giunti sotto la luce dei riflettori in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden, un ex consulente informatico rifugiatosi ora in Russia dove gode dell’asilo politico. Il Presidente Obama ha dichiarato di “voler lavorare con il congresso per metter in atto delle riforme appropriate” revisionando il “Patriot Act” nato poco dopo gli attentati alle torri gemelle del 2011.

Uno dei suoi articoli infatti è stato utilizzato dall’amministrazione per giustificare l’immensa mole di dati telefonici (durata delle chiamate, numeri chiamati) dalla NSA, potente agenzia incaricata per le intercettazioni telefoniche.

Promettendo una “nuova era” nel mondo dell’investigazione, con “vantaggi di supervisione e di trasparenza” Obama ha detto di “comprendere l’inquietudine di coloro i quali temono di aver subito abusi”. Ma ha assicurato che gli Stati Uniti non desiderano spiare i cittadini Americani “ordinari”. Il programma denunciato da Snowden nel caso denominato Datagate, è stato descritto da Obama come uno strumento utile per prevenire atti di terrorismo e ha colto l’occasione per ribadire che Snowden non è un patriota.

Tra le misure impiegate, il Presidente Americano ha evocato il rafforzamento della supervisione della Corte di sorveglianza dei servizi esteri (FISC) – un tribunale segreto composto da undici giudici che autorizzano la NSA a reclamare presso gli operatori telefonici e internet i dati dei loro clienti. Il Presidente invita a instaurare una “voce indipendente” nel dialogo con la corte per assicurare l’equilibrio tra la sicurezza e la vita privata.

Tra le alter misure vi sono la divulgazione “di tutte le informazioni possibili su questo programma” di sorveglianza. “Abbiamo già declassificato un numero precedente d’informazioni a proposito della NSA. Ma non possiamo andare oltre”, ha spiegato Obama evocando la base legale del programma. Il Dipartimento della giustizia ha inoltre pubblicato un simile documento.

Infine la NSA nominerà un responsabile incaricato della vita privata e delle libertà pubbliche, mentre un sito internet “piattaforma sulla trasparenza” renderà noto “ciò che fanno e non fanno” le agenzie investigative.

“Tutte queste misure sono destinate a fare in modo che gli Americani possano aver fiducia nel fatto che rispettiamo i loro interessi e i loro valori”, ha voluto ripetere il Presidente. L’associazione di difesa delle libertà su internet CT ha accolto la “prima tappa cruciale vero un dialogo democratico necessario da tempo”, chiamando il congresso ad agire senza tardare “per metter fine alla raccolta dei dati sugli Americani”.

Gli avversari repubblicani del Presidente democratico al Congresso l’hanno esortato a non dimenticare e non perdere di vista la missione primaria delle agenzie investigative. “La trasparenza è importante ma la Casa Bianca deve assicurare che la riforma non comprometta l’integrità” dei programmi di sorveglianza, ha spiegato Brendan Buck, Portavoce del Presidente della Camera dei rappresentanti.

Edward Snowden e il Datagate che lo vede protagonista (gate inteso come suffisso originario del famoso caso Watergate del Washington Post opera dei pionieri del giornalismo investigativo Woodward e Bernstein), ha indubbiamente sollevato un polverone nell’amministrazione Obama. L’imbarazzo è stato molto forte e il suo eco ha avuto una diffusione internazionale. Basteranno davvero queste misure e le parole di Obama per riconquistare la fiducia di un popolo che non si sente più sicuro e tutelato in casa propria?

di Manuel Giannantonio

10 agosto 2013

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