Fukushima, la Tepco ammette: ‘Acqua radioattiva nel Pacifico’

Fukushima, la Tepco ammette: ‘Acqua radioattiva nel Pacifico’

La Tepco, società giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha ammesso per la prima volta che le acque radioattive che si sono accumulate sotto la centrale sono finite nell’Oceano Pacifico. Un’ammissione che, non a caso, arriva all’indomani della vittoria, per il rinnovo della camera alta dei Liberal-democratici dell’attuale premier Shinzo Abe, favorevoli al riavvio dei reattori nucleari.

I pericoli scaturiti dal disastro portato dal terremoto dell’undici marzo 2011 sono stati sempre sminuiti nel corso degli ultimi mesi. Nonostante negli ultimi due anni siano state indette molte manifestazioni anti-nuclerare dal popolo nipponico il governo sembra però intenzionato a far ripartire i reattori nucleari.

È per questo motivo che la Tepco ha deciso di rilasciare questa dichiarazione, che fa riflettere anche perché arrivata a pochi giorni dalla morte di Masao Yoshida, ex direttore della centrale Daiichi a Fukushima, a 58 anni per tumore all’esofago.
Yoshida coordinò con grande bravura e senso del dovere le operazioni di contenimento dopo il disastro del 2011, le sue azioni evitarono un dramma di proporzioni catastrofiche. La Tepco ha dichiarato che la sua morte non è legata alle radiazioni ma sta di fatto che il tumore gli venne diagnosticato proprio durante quei mesi di coordinamento.

Se poi si pensa che prima di lui il presentatore tv Otsuka Norikazu era morto di leucemia dopo aver mangiato in diretta delle verdure provenienti dai campi adiacenti alla centrale per dimostrare che le radiazioni non avevano causato danni all’ecosistema, allora c’è molto da riflettere su quanto siano distorte e poco chiare le informazioni su questo tema. Ricordiamo inoltre che il governo ha poi messo al bando dalla vendita carne, latte, funghi e vegetali prodotti nelle aree circostanti alla centrale e vietato la pesca intorno a Fukushima.

Quali pericoli si nascondono ora per la flora e la fauna dell’Oceano Indiano? La Tepco si è limitata a dichiarare: «Adesso crediamo che l’acqua contaminata sia arrivata al mare» e che ciò nonostante: «non ci sono tassi di aumento anomalo della radioattività».
I pescatori locali si sono detti molto preoccupati, il presidente delle cooperative di pesca delle prefettura di Fukushima, Tetsu Nozaki, si è detto addirittura ‘scioccato’ poiché la dichiarazione rilasciata oggi dalla Tepco: «è totalmente diversa da quella del passato».

È vero, difatti proprio ad inizio mese la società aveva ammesso che le analisi dei campioni dell’acqua radioattiva, che vengono costantemente effettuate, avevano rivelato che la presenza del cesio-134 era aumentata del 110% in pochi giorni, ma aveva assicurato che l’acqua radioattiva presente sotto la centrale non era fuoriuscita.

 

Enrico Ferdinandi

(@FerdinandiE)

22 luglio 2013

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