Stati Uniti: la Florida e il diritto di uccidere

Stati Uniti: la Florida e il diritto di uccidere

Il revolver Kel-Tec 9mm con il quale George Zimmerman ha ucciso Trayvon Martin il 26 febbraio 2012 a Sanford (Florida) gli sarà restituito. Questa una delle conseguenze della sentenza emessa dal tribunale nei confronti dell’omicida. Il suo avvocato Mark O’Mara ha dichiarato che “Ha bisogno di quell’arma visto che molta gente ora lo odia”.

Il paese è stato spesso testimone di brutali episodi di razzismo come quello di Emmett Till, ragazzo afroamericano brutalmente assassinato per motivi razziali nella cittadina di Money, Mississippi. La sua morte è ricordata come uno degli eventi significativi che hanno rafforzato il nascente movimento per i diritti civili statunitense. I principali sospettati vennero assolti, ma in seguito ammisero di aver commesso il crimine. Altro episodio chiave è quello di Rodney King, tassista afroamericano, divenuto celebre per essere stato vittima, il 3 marzo 1991, di un violento pestaggio da parte di diversi agenti di Polizia di Los Angeles da cui era stato fermato per eccesso di velocità. Gli agenti coinvolti testimoniarono di aver creduto che l’uomo fosse sotto l’effetto della sostanza allucinogena, la fenciclidina.Nell’America di Barack Obama, il razzismo non si esprime più necessariamente in maniera così diretta anche se questo tragico episodio riporta alla luce un razzismo ancora radicato.

Mentre pattugliava in macchina, George Zimmerman ha chiamato la polizia per segnalare un giovane “sospetto”, inizialmente sembra non aver fatto riferimenti al colore della pelle. ”Ancora uno di questi bastardi delinquenti”, ha mormorato. Il ragazzo stava tornando a casa da suo padre, portando con sé soltanto una lattina di thé ghiacciato e una busta contenente i bonbon Skittles. Pioveva e aveva il cappuccio della felpa in testa, il tipico abbigliamento da delinquente secondo Zimmerman.

Perché un ragazzo di colore incappucciato che cammina tranquillamente è a priori giudicato come un delinquente o un ladro ? Il processo avrebbe dovuto incentrarsi su questo interrogativo. Se le tre settimane di udienze hanno evitato la questione, probabilmente è stato per una strategia giudiziaria, evidente per la difesa, più ambigua per l’accusa, rappresentata dallo Stato della Florida.

Ma è soprattutto la legge “Stand your Ground” (presidia il tuo territorio) votata nel 2005 in questo Stato sotto l’influenza della NRA (National Rifle Association), la lobby delle armi da fuoco, che ha imposto la sua stravagante retorica. Il testo esenta di perseguire chiunque abbia agito per difesa personale anche se lo ha fatto semplicemente perché spaventato da una possibile minaccia.

La legge ha dunque inquadrato la situazione dell’omicidio di Trayvon Martin come espressione di legittima difesa. Con l’assenza di testimoni oculari, i dibattiti si sono focalizzati sulla testimonianza di Zimmerman che ha riferito di essere stato attaccato dal giovane ragazzo mostrando ferite dovute allo scontro. Le ragioni per le quali Zimmerman fosse l’unico armato tra i due e abbia sparato non sono state affrontate e prese in considerazione.  L’accusa ha fallito nel convincere la giuria che anche il giovane ragazzo poteva sentirsi minacciato. Martin dunque non sembrava poter godere del diritto alla legittima difesa.

In otto anni di applicazioni la “Stand your ground” in Florida è stata applicata 200 volte secondo il Tampa Bay Times, con un aumento degli acquisti delle armi da fuoco sostanzialmente triplicato. Il sospetto è che George Zimmerman, che ha avuto una formazione giuridica, ha agito essendo stato informato della sua impunità.  Espressione di un razzismo latente, la sua assoluzione testimonia lo scandalo di questa legge emessa dall’ American Legislative Exchange Council (ALEC) che sostanzialmente ha emesso il “permesso di uccidere”.

La rabbia per la sentenza del tribunale di Sanford non si placa e proseguono alcune manifestazioni per contestarla. Jay-Z e Beyoncé hanno deciso di manifestare per dimostrare il loro disappunto e la cantante ha deciso di invitare i suoi fan a firmare una petizione sul suo sito ufficiale.

“Abbiamo ancora un problema d’inegualità”, ha scritto. “Il valore della vita di un uomo nero non sembra essere così importante agli occhi di alcuni cittadini. Il diritto civico di Trayvon Martin, il suo diritto di vivere, è stato violato. Abbiamo fatto così tanti progressi e non possiamo impedire che l’odio e il razzismo ci divida. Mentre ci ritroviamo, gente di tutte le razze, noi abbiamo il potere di cambiare il mondo nel quale viviamo”.

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

22 luglio 2013

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