ONU: il conflitto siriano è la peggiore crisi umanitaria degli ultimi 20 anni

ONU: il conflitto siriano è la peggiore crisi umanitaria degli ultimi 20 anni

siriaL’ONU non ha mai visto niente di simile dai tempi del genocidio del Ruanda. Con una media di 5 000 decessi al mese, il conflitto siriano, il cui bilancio si aggira intorno ai 100 000 morti secondo le Nazioni Unite, ha provocato la peggiore crisi in materia di rifugiati da oltre 20 anni. Sono in 6 000 a fuggire dal proprio paese ogni giorno. Più di 1,8 milioni di Siriani hanno trovato rifugio nei paesi confinanti, di cui più dei due terzi dall’inizio dell’anno. “Non vediamo cifre simili dai tempi del genocidio in Ruanda”, ha dichiarato, martedì 16 luglio, di fronte al Consiglio di sicurezza, l’Alto commissario per i rifugiati Antonio Guterres, che rende conto, insieme ad altri due responsabili delle Nazioni Unite, della situazione alimentare e dei diritti dell’uomo in Siria.

Il bilancio libanese accoglie più di 600 000 rifugiati secondo le stime dell’ONU, più di un milione secondo Beirut, in altre parole un quarto della popolazione locale, ha sottolineato l’ambasciatore libanese Nawaf Salam, che parla di un aumento del 460% da gennaio. “In pratica è come se gli Stati Uniti dovessero accogliere un flusso di 75 milioni di rifugiati, ossia due volte la popolazione del Canada”, ha rimarcato il diplomatico. Durante la consultazione tra i 15 paesi membri del Consiglio di sicurezza, alcuni di loro hanno esortato a mettere da parte le questioni politiche per risolvere quanto prima la crisi umanitaria.

Ma come consuetudine sul dossier siriano, e sull’urgenza umanitaria o meno, la discussione è rimasta fine a se stessa. La coordinatrice degli Affari umanitari dell’ONU, Valérie Amos ha messo in guardia i 15 paesi membri del consiglio contro le conseguenze delle loro azioni. “Non assistiamo soltanto alla distruzione di un paese, ma a quella del suo popolo”, ha martellato prima di precisare che quasi la metà dei 6,8 milioni di siriani hanno bisogno di aiuti urgenti per i propri figli. Secondo il programma alimentare mondiale, 4 milioni di persone non sono più in grado di nutrirsi. Valérie Amos ha ugualmente denunciato gli ostacoli agli accessi degli aiuti umanitari. I convogli non possono entrare a Damasco e solo 14 ONG (Organizzazione Non Governativa) hanno l’autorizzazione di condurre operazioni nel territorio siriano.

“Abbiamo bisogno di tracciare corridoi umanitari, soprattutto attraverso le linee del fronte. Abbiamo anche bisogno di risorse finanziarie”, ha dichiarato la responsabile che stima a 3,1 miliardi di dollari (2,4 miliardi di euro) il montante necessario per rispondere ai bisogni umanitari. Bisogni che continuano a crescere a causa dei bombardamenti continui come dichiarato dal sotto-segretario generale delle Nazioni Unite, Ivan Simonivic.

Il territorio siriano è testimone di atrocità quotidiane destabilizzanti, veri e propri attentati alla dignità umana. Una di queste è il ricorso ai bambini soldati, un’altra violazione dei diritti dell’uomo imputata alla ribellione. L’ONU stima che i bambini morti durante le ostilità sono 86. Un dato questo, che più di altri deve esortare l’ONU e la diplomazia internazionale ad intervenire immediatamente.

di Manuel Giannantonio

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17 luglio 2013

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