Egitto, l’opposizione alza il tiro: “Morsi vattene!”

Egitto, l’opposizione alza il tiro: “Morsi vattene!”

Quella in atto in Egitto è una vera e propria seconda rivoluzione. Cosa potrà fare Mohamed Morsi all’indomani di una giornata di manifestazioni la cui ampiezza oltrepassa tutte le mobilitazioni fino ad oggi verificatesi nella storia dell’Egitto? Con quale legittimità potrà agire il capo di Stato egiziano, eletto un anno fa tramite la prima elezione presidenziale libera e pluralista della storia dell’Egitto?

Nella giornata di ieri 14 milioni di manifestanti hanno invaso le strade della città per richiedere le dimissioni dell’attuale Presidente Mohamed Morsi, primo dirigente islamico della storia del paese, esasperato da un anno di mandato nato durante una grave crisi economica.

I Fratelli musulmani hanno potuto costatare ieri l’ampiezza di un rifiuto popolare dopo un anno di mandato. I rivoluzionari hanno invaso tutte le grandi piazze del paese. La concentrazione maggiore di oppositori si è ovviamente verificata nella storica piazza Tahrir di fronte al palazzo presidenziale dell’Ittihadyia a Héliopolis. Le manifestazioni si sono anche succedute ad Alessandria, Port-Said, Mansoura, Suez, Assiout e Assouan ma anche nel Sinai e a Charm El-Cheikh.

Mentre i manifestanti organizzano un sit-in intorno al palazzo presidenziale, i rivoluzionari hanno dato al Presidente fino a martedì 2 luglio alle ore 17H per lasciare il potere. Scomposto, il portavoce del Presidente ha lanciato interminabili “appelli al dialogo” che sembravano perdersi nella notte.

L’esercito si è schierato con i manifestanti e la folla entusiasta fornendo chiaramente al Presidente poche possibilità di poter conservare la sua carica in una situazione caotica e difficilmente risolvibile.

Nonostante sia tornata la calma, questa mattina al Cairo, l’impasse politico rimane. In un’intervista accordata con l’autorevole quotidiano britannico The Guardian, il Presidente Morsi ha chiaramente dichiarato di rifiutare le elezioni anticipate. Si è detto però disposto a una revisione costituzionale congiunta con l’opposizione. Sembra però difficile compiere il passo necessario in queste condizioni, per recuperare la situazione. Il Presidente sembra avere le ore contate.

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

1 luglio 2013

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