Stati Uniti: il senato adotta la riforma dell’immigrazione

Stati Uniti: il senato adotta la riforma dell’immigrazione

Il Senato americano ha votato giovedì una riforma dell’immigrazione che, in caso di entrata in vigore sotto la stessa formula della camera dei rappresentanti, condurrà milioni di regolarizzazioni e di rinforzi della sorveglianza nella frontiera messicana. 

Il Presidente Barack Obama, dopo un primo fallimento per la lobby sulle armi ad aprile, spera di raddrizzare il proprio bilancio diventando, il primo presidente dopo Ronald Reagan, nel 1986, a riformare un sistema migratorio diventato obsoleto.

“La legge votata oggi è un compromesso. Per definizione, nessuno ha ottenuto tutto ciò che volevamo, né i democratici, né i repubblicani, né io”, ha dichiarato in un comunicato il 44° Presidente degli Stati Uniti. “Ma la legge adottata al Senato è fedele ai principi che ha spesso presentato in vista di una riforma di buon senso”.

Il Presidente ha tuttavia messo in guardia i suoi avversari repubblicani, che controllano la Camera e hanno avvisato che voteranno la propria versione del testo, più centrata sulle questioni di sicurezza. L’armonizzazione dei due testi potrebbe durare fino alla fine dell’anno, secondo il Presidente della Camera, John Boehmer.

Decine di giovani immigrati assistono al voto dalle tribune piene del Senato. “Yes we can!”, hanno urlato, alludendo chiaramente allo slogan della campagna elettorale del 2008 di Obama. Mai gli undici milioni di clandestini, tra i quali sette milioni di messicani, sono stati così vicini dall’ottenere questi documenti. Segno di speranza per questo folto gruppo il fatto che una parte dei repubblicani (14 membri su 46) ha votato con il gruppo democratico.

Un insieme di reazioni positive hanno accolto questa tappa decisiva nelle associazioni di difesa degli immigrati ispanici, che temevano che le regole di regolarizzazione potessero diventare eccessivamente restrittive. Ma la maggioranza degli eletti repubblicani resta divisa tra il desiderio di riconquistare l’elettorato ispanico e la paura di alienarsi su una base conservatrice.

Il testo adottato giovedì è un capolavoro di compromessi destinati a rassicurare i repubblicani. Come scambio di un processo di 13 anni al termine del quale le persone in situazione illegale potranno chiedere la naturalizzazione americana, il piano prevede l’impiego senza precedenti di 20.000 agenti supplementari lungo i 3.200 km di frontiera con il Messico, in aggiunta ai 18.000 già operanti.

La quasi totalità della frontiera sarà coperta da un arsenale paramilitare di sorveglianza (telecamere, radar, segnalatori di movimento) che aiuteranno le forze dell’ordine. Inoltre verranno anche impiegati dei droni giorno e notte (i droni sono elicotterini dotati di telecamera).

Le grandi imprese e i sindacati hanno applaudito il voto del Senato: “Con questa legge, le nostre imprese saranno libere di reclutare chi desiderano”, ha dichiarato Ed Black, presidente di una federazione professionale del settore informatico. Ma la lotteria che ogni anno attribuisce la possibilità di vincere la carta verde e il diritto permanente di risiedere negli Stati Uniti, secondo quanto previsto da questo piano, dovrà essere soppressa.

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

28 giugno 2013

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