Stati Uniti: la Cina respinge le accuse per il caso Snowden, la talpa della NSA

Stati Uniti: la Cina respinge le accuse per il caso Snowden, la talpa della NSA

aProsegue avvolto dal mistero il caso Snowden. Mentre secondo Vladimir Putin, Edward Snowden, la talpa della NSA sarebbe ancora in transito a Mosca e non avrebbe passato la frontiera russa, la guerra verbale tra Washington e Pechino prosegue. In Cina e specialmente a Hong Kong, le autorità hanno respinto le accuse americane. 

Un insieme di comunicati simultanei contrastano effettivamente le accuse americane. Prima a Pechino: “Non è ragionevole da parte degli Stati Uniti rimettere in causa la gestione di Hong Kong in affari con la legge”, ha dichiarato Hua Chunying, il portavoce del ministero cinese degli Esteri.

In seguito a Hong Kong, dove le autorità hanno direttamente puntato il dito contro Washington: “La nostra posizione è sempre stata chiara, afferma il ministro della Giustizia del territorio, noi non abbiamo mai avuto l’intenzione di liberare M.Snowden e nemmeno di ritardare la richiesta di arresto da parte degli Stati Uniti (…). Ma, fino ad oggi, gli Stati Uniti hanno rifiutato di fornire i documenti che abbiamo reclamato venerdì scorso”.

Rimsky Yuen Kwok-keung conferma che le autorità di Hong Kong hanno ricevuto una richiesta di arresto per Edward Snowden sabato 15 giugno nel pomeriggio con le seguenti accuse; “comunicazione non autorizzata d’informazioni confidenziali della difesa” e per “furto di beni appartenenti al governo americano”. Ma il trattato di Hong Kong con gli Stati Uniti non permette l’estradizione per un’infrazione di natura politica.

Una falsa procedura ? Per la Casa Bianca, la situazione si fa complicata. Secondo le autorità americane in effetti, la giustizia di Hong Kong avrebbe fatto la scelta deliberata di liberare il fuggitivo… Ciò avrà inevitabilmente un impatto negativo sulle relazioni con gli Stati Uniti. Leung Chun-Ying ha costatato alcune lacune di fondo nella domanda di estradizione americana, ma rinvia ugualmente la palla all’emittente: “Snowden è partito, ma il caso non è concluso ! Qualche giorno fa il governo ha chiesto ufficialmente (…) delle spiegazioni precise circa l’attività di spionaggio informatico e della violazione della vita privata dei cittadini di Hong Kong come pretende Snowden. Non abbiamo avuto risposte in merito”.

Washington ha minacciato di tornare sull’annullamento dei visti per entrare negli Stati Uniti accordato con i detentori di passaporti di Hong Kong. “Siamo abituati a questo”, ha risposto il capo dell’esecutivo. “Se un informatore cinese si reca negli Stati Uniti per fare delle rivelazioni sui servizi segreti cinesi, pensate davvero che gli Stati Uniti lo terrebbero da loro ha chiedergli informazioni quotidiane su Hong Kong ?”.

Il quotidiano del popolo in inglese dipinge la talpa Americana come un giovane idealista che ha permesso di far cadere la maschera da moralizzatore di Washington mentre numerosi internauti cinesi criticano la partenza di Snowden per la Russia.

Alcuni di loro invece si riferiscono a un antico proverbio mandarino che recita: “Tutti i corvi sono neri”, sotto inteso: i servizi segreti cinesi non sono migliori di quelli americani. Un avvocato di Pechino ha depositato una domanda d’informazione al ministero cinese della sicurezza pubblica pur avendo poche chances di ottenere qualche risposta.

La situazione di Snowden ricorda molto quella del giovane analista americano Bradley Manning, (detenuto in Virginia nel carcere di Quantico), del quale parlo nel mio libro Anonymous- Luce sulla guerra nell’ombra (disponibile alla Feltrinelli). I due infatti condividono un idealismo con radicate convinzioni che ha portato loro a divulgare al mondo informazioni confidenziali classificate come “TOP SECRET”. Certamente in entrambi i casi, questi due giovani hanno stravolto la loro vita in cambio della garanzia della trasparenza delle informazioni che talvolta però può costare davvero caro. L’opinione pubblica in questi casi si divide, chi pensa che hanno sbagliato tanto non cambieranno nulla e chi manifesta indulgenza nei loro confronti per essere concepiti anche come nemici della patria…

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

26 giugno 2013

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