Brasile: il popolo continua a manifestare e sfida la politica del paese

Brasile: il popolo continua a manifestare e sfida la politica del paese

protestaUna fotografia inattesa pubblicata nella prima pagina di O Globo riassume l’estrema complessità della rivolta sociale in Brasile; nel mezzo del caos prodotto dai manifestanti, proprio di fronte all’assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro. “Sorpreso da questa potente, protesta il rappresentante delle forze dell’ordine resta assolutamente fermo e perplesso”, ha riportato il principale quotidiano di Rio.

Come questo poliziotto, tutta la classe politica brasiliana, a livello regionale e federale, non sa davvero come comportarsi di fronte a questo movimento popolare nato spontaneamente per le strade di Sao Paulo prima di estendersi in tutto il paese.

La stampa brasiliana rivela quanto la situazione sia davvero diventata caotica specialmente negli ultimi giorni. A Brasilia, la capitale, alcuni manifestanti hanno tentato di invadere il ministero degli Esteri prima di accendere un fuoco nelle immediate vicinanze del palazzo. Degli scontri violenti hanno avuto luogo a Rio, Bèlem, Porto Alegre, Salvador de Bahia e altre piccole località. Il clima era ugualmente teso a Sao Paulo. Un manifestante è morto a Ribeirão Preto (una piccola città nei pressi di Sao Paulo).

Per il primo quotidiano del Brasile, L’Estadão de São Paulo, altri eventi segnano simbolicamente la sfida popolare nei confronti dell’élite politica. A Fortaleza, nel nord est del Brasile, il tentativo d’invasione di un palazzo sede del governo di Stato è stata senz’altro altrettanto significativa.

In questo contesto la situazione personale del Presidente Dima Rousseff sembra essere molto delicata. “Un’anziana militante studentessa può difficilmente reprimere i manifestanti delle forze dell’ordine che ha combattuto in passato”, questa la provocazione scritta da un quotidiano locale. Certamente non dispone del talento e del carisma da negoziatore del suo predecessore Lula. Annullando il suo viaggio ufficiale in Giappone per convocare una riunione di crisi, il Presidente prende il caso molto seriamente.

Ricordiamo che la rabbia popolare espressa attraverso le manifestazioni è da attribuire ai rincari del governo sui biglietti dei mezzi di trasporto (in alcuni casi aumentati del 20%), e di altri servizi, per far fronte alla spesa pubblica nazionale impiegata nell’organizzazione dei mondiali di calcio del prossimo anno. Le manifestazioni calcistiche continentali attirano sempre molta attenzione globale e il giro di denaro che generano è davvero immenso. Il popolo però questa volta non ci sta e il Brasile alza la voce.

di Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

21 giugno 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook