Ungheria: approvata legge che vieta l’adozione a coppie single e omosessuali

Ungheria: approvata legge che vieta l’adozione a coppie single e omosessuali

Ennesima provocazione del governo ungherese in difesa dei valori “tradizionali”: approvata una legge che sancisce il divieto di adozione per single e coppie dello stesso sesso.

Il 15 Dicembre, a pochi giorni dalla revoca polacca e ungherese del veto al Recovery Fund, il Parlamento monocamerale magiaro ha approvato un pacchetto di emendamenti alla Costituzione: solo le coppie sposate potranno adottare. Visto che il matrimonio fra persone dello stesso sesso in Ungheria non è legale, il nuovo provvedimento di fatto impedisce alle coppie omosessuali di adottare figli. Una legge approvata in modo schiacciante dai parlamentari fedeli al governo nazionalista e culturalmente conservatore del primo ministro Viktor Orbán, i quali hanno spiegato il cambiamento dicendo che “i nuovi processi ideologici in Occidente hanno reso necessario proteggere i bambini da possibili interferenze ideologiche o biologiche”.

Prima dell’approvazione della nuova legge, le coppie omosessuali potevano aggirare le limitazioni adottando come persone single. Adesso però i bambini dovranno avere “un padre maschio e una madre femmina” e ricevere un’educazione “basata sull’identità nazionale ungherese e sui valori cristiani”. Le adozioni per i single rimangono possibili, ma per ottenerle bisognerà sottoporsi a indagini da parte del Ministero per la Famiglia e ottenerne l’approvazione.

Negli ultimi mesi il governo magiaro ha acuito la sua retorica anti-LGBTQ. Già lo scorso maggio il parlamento ungherese aveva approvato un’altra legge che impediva di cambiare il genere sui propri documenti, anche se ci si è sottoposti ad un’operazione per il cambio di sesso. Inoltre, ad ottobre, Orbán aveva commentato che gli omosessuali dovrebbero “lasciare i nostri figli in pace”.

Il nuovo provvedimento è stato aspramente criticato dalle ONG per i diritti civili, che hanno accusato il governo ungherese di aver introdotto questa norma approfittando di un momento in cui le proteste sono molto limitate a causa della pandemia da coronavirus. Dávid Vig, direttore di Amnesty International Ungheria, ha dichiarato: “Questo è un giorno buio per la comunità LGBTQ ungherese, per i diritti umani e per tutti coloro che tengono all’uguaglianza e alla dignità umana». Gli ha fatto eco con queste parole Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: “arriva la consacrazione dello stigma e delle discriminazioni ai danni delle persone omosessuali, transgender e intersessuali”.

La nuova legislazione fa compiere un altro passo indietro al governo di Viktor Orbán dagli standard europei e della democrazia liberale. Intanto in Polonia, principale alleato dell’Ungheria nella UE, il partito di maggioranza eletta PiS ha pronta una legge per vietare ogni raduno, marcia o evento pubblico della comunità LGBTQ.

 

 

 

 

 

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