Destinazione Londra: presto obbligatorio il passaporto

Destinazione Londra: presto obbligatorio il passaporto
(Fonte: BBC)

La lotta alle carte d’identità nazionali è una storia vecchia, con Londra che non le ha mai viste di buon occhio perché giudicate poco sicure e di facile contraffazione – e di fatto una gran perdita di tempo agli arrivi alla frontiera, e l’Unione Europea che ne ha sempre difeso, e di fatto consentito l’uso, anche per oltrepassare il confine britannico. Effetto della Brexit, e della nuova sovranità ritrovata, anche questo cambierà con il nuovo anno.

È quanto è emerso dalle modifiche, rese note ad ottobre, al documento “The Border with the European Union“, pubblicato dal Cabinet Office britannico, che fornisce ulteriori dettagli sulle regole che dal 2021 disciplineranno i confini del Regno Unito con l’UE. Il focus del documento è soprattutto sullo scambio di merci, c’è però un punto finale dedicato ai cittadini, nel quale viene chiarito che dall’ottobre del prossimo anno il Regno Unito non accetterà più carte d’identità dell’Unione europea come documento per entrare nel Paese.

Il Regno Unito, lo ricordiamo, ha ufficialmente lasciato l’Unione Europea il 31 gennaio, ma fino alla fine di dicembre 2020 perdura il periodo transitorio, un lasso temporale necessario a consentire ai rispettivi negoziatori di definire i termini dei futuri rapporti commerciali tra il Regno di Sua Maestà ed i restanti 27 Paesi dell’Unione; un periodo durante il quale perdura il free movement e di fatto anche gli effetti della Brexit  sono sospesi.

Lo spettro di una hard Brexit sembra sempre più reale, ma a prescindere da quanto verrà deciso a livello economico e per le aziende, c’è però già una certezza che riguarda i cittadini, i quali, per entrare nel Regno di Sua Maestà avranno presto bisogno del passaporto. Le carte d’identità nazionali dell’Unione Europea, dello SEE (Spazio Economico Europeo) e della Svizzera, saranno infatti gradualmente eliminate, e dal 1 ° ottobre 2021, anche tali cittadini avranno obbligo di esibire un passaporto alla frontiera britannica.

L’unica eccezione riguarderà i cittadini dell’Unione che già risiedono in Regno Unito alla data del 31 dicembre 2020 e dunque sono protetti dal Withdrawal Agreement, l’accordo di recesso: costoro, se hanno proceduto a registrarsi con successo al EU Settlement Scheme, ed hanno quindi ottenuto il Settled o pre-Settled status, potranno continuare ad usare la carta d’identità almeno fino al 31 dicembre 2025, e forse anche successivamente, se le carte saranno conformi agli standard dell’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale. Sicuramente una buona notizia per i tanti italiani che risiedono in Regno Unito, i quali, attraverso tale registrazione, possono non solo assicurarsi la permanenza oltremanica alle stesse condizioni previste oggi, e dunque blindando il loro diritto a vivere e lavorare in UK, ma anche continuare ad utilizzare la carta d’identità nazionale da e per i restanti Paesi dell’Unione, Italia inclusa.

Attenzione però: deve trattarsi di una carta d’identità valida per l’espatrio (in caso contrario c’è scritto “non valida per l’espatrio”) e il documento non deve essere rovinato, non deve avere parti mancanti o essere stato riparato in casa. Anche la fotografia deve essere in buone condizioni e riconoscibile. Ricordiamo inoltre che la patente di guida non è un documento di viaggio e non può essere usata in modo fungibile. Le stesse regole si applicano anche ai minorenni. Ricordiamo a tal fine che dal 2012 non è più valida l’iscrizione dei minori sul passaporto dei genitori: tali documenti resteranno validi solo per il titolare fino alla scadenza naturale, mentre i minori dovranno avere un valido documento di viaggio individuale.

 

MANUELA TRAVAGLINI, avvocato, consulente di Belluzzo International Partners ed esperto legale di The Italian Community

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