Siria: drammatico bilancio dell’ONU, oltre 93 000 morti

Siria: drammatico bilancio dell’ONU, oltre 93 000 morti

Più di 93.000 persone tra le quali almeno 6.500 bambini, sono stati uccisi dall’inizio della Guerra civile in Siria nel marzo del 2011.

L’ONU ha pubblicato un rapporto drammatico sui numeri delle vittime del conflitto in Siria, mostrando un forte aumento dei morti ogni mese. “Esorto le parti a dichiarare un arresto immediato delle ostilità, prima che decine di migliaia di persone siano ancora uccise o gravemente ferite”, ha dichiarato l’alto commissariato dell’ONU dei diritti dell’uomo, Navi Pillay.

“Le uccisioni proseguono a livelli oltraggiosamente elevate, con più di 5 000 decessi documentati ogni mese da luglio, e 27 000 decessi supplementari dall’inizio di dicembre”, ha precisato Il sottolineando che il numero reale di persone uccise potrebbe essere ancora più elevato.

Il più grande numero di decessi documentato è stato registrato nelle regioni della periferia rurale di Damasco (17 800) e di Homs (16 400), seguito dalla regione di Aleppo (11 900) e d’Idlib (10 300), Deraa (8 600), Hama (8 100), e Deir Ezzor (85 700).

L’età delle vittime non figura nella quasi totalità delle vittime. Ma l’ONU è riuscita a documentare i decessi di almeno 6 561 minori, di cui almeno 1 729 sotto i dieci anni. L’ultimo studio condotto ha messo in luce circa 60 000 decessi documentati fino al 30 novembre 2012. Questo bilancio è stato redatto utilizzando una lista combinata di 263 055 decessi segnalati e identificati in maniera completa, con i nomi delle vittime, le date e i luoghi dei decessi.

Tutti i decessi segnalati che non comprendevano almeno uno di questi tre elementi sono stati esclusi dalla lista, che è stata compilata grazie all’insieme di dati provenienti da otto fonti diverse tra le quali il governo siriano e l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH).

 

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

13 giugno 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook