Grecia: il governo sospende alcuni canali radio-televisivi e licenzia i dipendenti

Grecia: il governo sospende alcuni canali radio-televisivi e licenzia i dipendenti

I tre canali della televisione e della radio del servizio pubblico audiovisuale greco sono provvisoriamente sospesi su decisione del governo, una decisione motivata dalla preoccupazione di realizzare delle economie che suscitano le proteste dei salariati e di alcuni partners della coalizione al potere. La decisione di chiudere per una durata indeterminata le antenne della ERT è stata presa tramite un decreto e annunciata meno di cinque ore prima della sua entrata in applicazione dal portavoce del governo, Simos Kedikoglou.

Il governo non ha precisato quando le trasmissioni riprenderanno. Ha indicato che la ERT opererà alcune ristrutturazioni interne con alcune riduzioni. La ERT che impiega circa 2.600 lavoratori, è dotata di un budget annuale di 300 milioni di euro. Gestisce ugualmente radio regionali. Gli impiegati del gruppo percepiranno la disoccupazione e potranno candidarsi per trovare nuovo impiego preso la nuova organizzazione.

“Nel momento in cui imponiamo al popolo greco pesanti sacrifici, non è più questione di esitare e di risparmiare alcune posizioni”, ha dichiarato Simos Kedikoglou, che si è espresso tramite alcuni canali pubblici. Questa sospensione è una delle misure più spettacolari prese dal governo Greco nell’ambito di un programma di austerità imposta in cambio dell’aiuto finanziario internazionale accordato dall’Unione europea, la BCE e la FMI.

Numerosi impiegati dopo l’annuncio si sono recati di fronte alla sede dell’azienda ad Atene e si sono impegnati insieme per combattere e protestare contro questa decisione. Nella serata, milioni di persone le hanno raggiunte. “Oggi è martedì 11 giugno ed è una giornata difficile”, ha dichiarato la presentatrice del giornale televisivo della sera. “Manderemo in onda il nostro ultimo telegiornale con sangue freddo, coerenza e la professionalità che ci contraddistingue”.

Alcuni canali privati hanno interrotto i loro programmi normali per circa sei ore in segno di solidarietà. La sospensione delle trasmissioni radio e televisive potrebbe anche avere ripercussioni politiche: due partiti associati alla Nuova democrazia, la formazione del Primo ministro Antonis Samaras, hanno espresso la loro opposizione a tale misura.

Di fronte alla sede della ERT, Alexis Tsipras, capo della coalizione d’opposizione Syriza, ha denunciato “un colpo di Stato” non solo contro gli impiegati della ERT ma anche contro il popolo greco. Il Presidente dell’Unione europea della radio-televisione (UER), Jean-Paul Philippot, ha scritto a Samaras per chiedergli di tronare sui suoi passi. “I canali radio televisivi sono più importanti che mai in un periodo di difficoltà nazionale”.

 

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

12 giugno 2013

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