L’India è diventata una potenza militare spaziale

L’India è diventata una potenza militare spaziale
(spacenews.com)

Il lancio di un missile antisatellite nell’orbita bassa terrestre ha consentito all’India di diventare una potenza militare spaziale, un club molto ristretto in cui rientrano solo USA, Russia e Cina.

A fine marzo l’India ha condotto con successo un test missilistico per distruggere un satellite bersaglio all’altezza di circa 300 km, la cosiddetta orbita bassa, utilizzando un missile intercettore ad ascesa diretta, ovvero un missile che sale verticalmente dalla terra e da cui si distacca un veicolo in grado di distruggere un satellite con la forza cinetica.

Il Premier Modi, in una dichiarazione televisiva, ha parlato di un grande passo avanti del programma spaziale indiano che, grazie a questa operazione, porta New Delhi a entrare nel novero delle potenze spaziali.

Per anni gli Stati Uniti sono stati l’unica potenza in grado di colpire bersagli nell’orbita bassa. Nel 2007 la Cina ha raggiunto una capacità simile con un test missilistico che ha abbattuto un satellite bersaglio ad una altezza di circa 800 km generando migliaia di detriti che rimarranno in orbita per decenni.
La Russia sta sviluppando il suo sistema di difesa antisatellite, Nudol, un intercettore ad ascesa diretta come quello indiano.

Il risultato raggiunto dall’India ha un valore più strategico che pratico. Il Pakistan, principale avversario di New Delhi, non dispone di capacità spaziali rilevanti in grado di impensierire l’India, mentre l’altro grande rivale nella regione, la Cina, è attualmente dotato di capacità troppo superiori per pensare di iniziare un conflitto.
Ma i progressi dell’India in questo settore sicuramente hanno mostrato al mondo le ambizioni di New Delhi e hanno riaperto la possibilità di una corsa agli armamenti per quanto riguarda le tecnologie spaziali.

La NASA si è mostrata contraria a questo test indiano perché, a detta di Bridenstine, amministratore dell’agenzia spaziale, avrebbe causato circa 400 detriti di dimensioni tali da poter causare un pericolo per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il Ministero degli Esteri indiano ha risposto alle accuse della NASA sostenendo che il test sia stato eseguito nell’orbita bassa, e quindi ben al di sotto dell’orbita della ISS, proprio per ridurre al minimo la possibilità che tali detriti potessero rappresentare una fonte di pericolo per la Stazione Spaziale. I frammenti generati infatti dovrebbero ricadere nell’atmosfera e disintegrarsi nella caduta.

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