L’Europa guarda alla Cina per contrastare Trump

L’Europa guarda alla Cina per contrastare Trump
(politico.eu)

Trump e Putin si incontrano in Finlandia mentre a Pechino è in corso il summit tra UE e Cina. Tusk, Juncker e i vertici cinesi si battono per il libero commercio dopo gli attacchi di Trump all’Unione Europea dei giorni scorsi.

Bruxelles e Washington ai ferri corti – L’Unione Europea è nemica degli Stati Uniti. Queste le parole di Trump prima del vertice con Vladimir Putin a Helsinki in Finlandia in quella che sembra una strana parodia della Guerra Fredda. Il Presidente USA nei giorni scorsi ha fatto di tutto per mettere in crisi le già fragili relazioni transatlantiche. Al vertice NATO si è scagliato con forza contro la Germania, accusata di essere “controllata” dalla Russia per via della dipendenza energetica di Berlino nei confronti di Mosca. Dopo le schermaglie con Angela Merkel, che ha prontamente risposto che la Germania compie in autonomia le sue scelte politiche, sono arrivate critiche anche per gli altri alleati che non spendono abbastanza per la difesa facendo ricadere gli oneri sulle spalle dei contribuenti americani.
Poi l’attenzione di Trump si è rivolta verso Londra, nel bel mezzo di una crisi di governo per via dei complessi negoziati sulla Brexit. Anche per Theresa May non ci sono state parole d’amore: Trump ha prima affermato che la Premier britannica avrebbe dovuto seguire i suoi consigli nelle trattative con Bruxelles e poi ha rincarato la dose sostenendo Boris Johnson come futuro Premier al posto della stessa May.
Difficile che la situazione possa migliorare dopo il faccia a faccia con Putin. Le relazioni tra Mosca e Washington non stanno vivendo il loro momento migliore (anche per via del Russiagate e della presunta ingerenza russa nelle elezioni americane), ma Trump nutre una profonda stima personale per Putin, sicuramente più di quanta ne provi per i leader europei

Tusk e Juncker in Cina – Mentre Washington è sempre più distante e la storica alleanza transatlantica sembra vacillare, l’Unione Europea cerca di muoversi in una direzione nuova. Il Presidente della Commissione Europea Juncker e il Presidente del Consiglio Europeo Tusk sono infatti in visita a Pechino per un incontro al vertice con i leader cinesi.
Il summit UE-Cina verterà soprattutto sulle questioni più urgenti, a partire da quelle che sono motivo di scontro con gli Stati Uniti. L’accordo sul nucleare iraniano, la Nuova Via della Seta, la riforma del WTO e la guerra commerciale iniziata da Washington contro Bruxelles e Pechino.
Proprio sul commercio UE e Cina si trovano su posizioni convergenti in favore di un ordine multilaterale. “L’UE promuove il multilateralismo rafforzando le sfide globali e difendendo i suoi interessi nel mondo: continueremo a difendere un commercio aperto, leale e basato su regole. Andiamo avanti insieme per promuovere la pace, la crescita e la sicurezza” ha affermato Juncker in una conferenza congiunta con Tusk e Li Kequiang, premier cinese.
Della stessa idea anche Tusk: “È un dovere comune dell’Europa e della Cina, ma anche dell’America e della Russia, non distruggere (l’ordine commerciale globale) ma migliorarlo, non iniziare guerre commerciali che si sono trasformate in guerre ardenti così spesso nella nostra storia“.
Il summit si è concluso con una dichiarazione congiunta eurocinese sulla reciproca apertura dei mercati. Un punto, questo, particolarmente caro all’UE che nonostante i diverbi con Trump non ha mai condiviso del tutto le politiche protezioniste di Pechino nei confronti delle merci europee.

La nuova Guerra Fredda commerciale sta diventando una parodia di quella nucleare. Washington strizza l’occhio a Mosca. L’Europa orientale (il blocco Visegrad ma anche Austria e Italia) guarda a est per cercare l’uomo forte al comando. La Germania cerca di tenere insieme un’Unione che si sta sgretolando e fa la voce grossa con la Casa Bianca e la a Cina difende il libero mercato contro la chiusura americana.

 

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