“Sabatini-bis”, l’incentivo all’acquisto di beni strumentali per le PMI

“Sabatini-bis”, l’incentivo all’acquisto di beni strumentali per le PMI

decreto-del-fare-sabatini-bisIl Decreto del Fare (D.L n. 69/2013) ha introdotto, con l’articolo 2, un incentivo per l’acquisto di beni strumentali. Tale misura è stata ribattezzata “Sabatini-bis” per la somiglianza con l’agevolazione già in vigore in passato.

Più nello specifico, è statocostituito presso la Cassa depositi e prestiti (Cdp) un plafond di 2,5 miliardi di euro (aumentabili con successivi provvedimenti normativi fino a 5 miliardi), da cui gli intermediari finanziari possono trarre le risorse da mettere a disposizione delle piccole e medie imprese che intendano investire in impianti e beni strumentali nuovi ad uso produttivo, nonché in hardware, software e tecnologie digitali. A fronte di questi finanziamenti, lo Stato erogherà un contributo alle imprese, pari a 191,5 milioni di euro per gli anni 2014-2021, per la copertura di una parte degli interessi a carico.

Possono usufruire dell’agevolazione micro, piccole e medie imprese (PMI) di tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca.

Sono esclusi, invece, i settoridell’industria carboniera, delle attività finanziarie e assicurative, della fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei suoi derivati.

Le condizioni che le PMI devono soddisfare al fine di poter essere ammesse all’agevolazione in argomento sono: avere la propria sede operativa nel territorio italiano; essere regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle Imprese; non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali; non aver ricevuto e non rimborsato aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea; non essere in condizioni di difficoltà economico-finanziarie.

Il finanziamento deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, o l’acquisizione in leasing finanziario, dei seguenti beni: macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbricaad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali, classificabili nelle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’attivo di Stato patrimoniale.

Gli investimenti devono essere capitalizzati e figurare nell’attivo dell’impresa per almeno 3 esercizi. Restano esclusi: i costi relativi a commesse interne, le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese relative a imposte, tasse e scorte, i costi relativi al contratto di finanziamento, i singoli beni sotto i 500 euro (Iva esclusa).

Il finanziamento potrà coprire fino al 100% dell’investimento,con un ammontare minimo di 20mila euro ed un limite massimo di 2 milioni di euro (anche relativi a diversi acquisti ) per ciascuna impresa.

 

Giuseppe Ferrara
28 febbario 2014

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