Fisco, Voluntary Disclosure: ecco di cosa si tratta

Fisco, Voluntary Disclosure: ecco di cosa si tratta

VToluntary Disclosure letteralmente significa “confessione volontaria”.
Il programma di Voluntary Disclosure costituisce l’attuazione di quanto auspicato dal Ministero della Giustizia nell’ambito della relazione conclusiva per lo studio sull’antiriciclaggio e rientra all’interno di un percorso di contrasto all’evasione.

Non si tratta né di un condono fiscale né di uno scudo fiscale ma nasce con l’intento di dare la possibilità ai contribuenti di far rientrare in Italia tutte quelle somme che sono state portate all’estero da più di 10 anni eludendo le norme sul monitoraggio fiscale.

Non si tratta di un condono perché, il contribuente che deciderà di fare rientrare in Italia tutte quelle somme che teneva all’estero da più di dieci anni, dovrà pagarci le imposte (per i periodi ancora accertabili) nonché gli eventuale interessi; l’unica “agevolazione” consisterà nella riduzione della sanzione.

In Italia è stato creato un dipartimento apposito chiamato UCIFI (ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali) che sta mettendo a punto la procedura che dovrà poi essere eseguita dai contribuenti che vorranno far rientrare le somme in Italia.

Il procedimento di regolarizzazione verterà su due fasi:

  • in una prima fase i “professionisti” potranno chiedere all’UCIFI alcuni chiarimenti in tale ambito in modo tale da avere tutti gli elementi per poter consigliare i propri assistiti sull’opportunità di aderire alla disclosure, salvaguardandone l’anonimato.
  • In una seconda fase, l’Amministrazione Finanziaria esaminerà tutte quelle “autodenunce” presentate dai contribuenti, valutando sulla base di criteri sia oggettivi che soggettivi.

La confessione da parte dei contribuenti dovrà essere tempestiva, vale a dire la potranno esercitare solo coloro che non hanno ancora subito verifiche o ricevuto questionari, e veritiera.

Si tratta, dunque, di uno strumento con il quale si potrebbe regolarizzare la posizione nei confronti del fisco, con la possibilità, in alcuni casi, a fronte della collaborazione offerta, di ottenere benefici anche nell’eventuale giudizio penale; la procedura potrebbe essere di particolare interesse per gli eredi, che non rispondono delle sanzioni relative alle violazioni commesse in precedenza dal de cuius.

Sulla Voluntary Disclosure non vi è ancora alcun supporto normativo. A giorni il Governo dovrebbe pubblicare la relazione illustrativa, la quale conterrà una visione dettagliata del programma.

Serena Maggiore
8 novembre 2013

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