BPER, dalle radici popolari alla scala nazionale
BPER non è più una banca popolare dal 2016, anno in cui è diventata una società per azioni. Tuttavia, mantiene la vicinanza ai territori, elemento centrale della tradizione cooperativa. Negli ultimi anni, la banca ha assunto una dimensione nazionale, una maggiore specializzazione e una maggiore disciplina industriale. Con la fusione per incorporazione di Banca Popolare di Sondrio, efficace dal 20 aprile 2026, il vantaggio strategico non riguarda solo la crescita dimensionale, ma anche la capacità di collegare una rete capillare a competenze centrali e fabbriche di prodotto, mantenendo le decisioni vicine a imprese e famiglie.
La struttura del gruppo riflette questa architettura. Oltre alla capogruppo, operano Banco di Sardegna, BPER Banca Private Cesare Ponti, Bibanca, BPER Bank Luxembourg e BPS Suisse. Il sistema include società specializzate nella gestione del risparmio, nel leasing, nel factoring, nel credito al consumo, nella pianificazione patrimoniale e nei trust. BPER Leasing, BPER Factor, Factorit, Finitalia, Arca Fondi e BPER Trust Company non sono semplici partecipazioni: ampliano la relazione bancaria dal capitale circolante agli investimenti, dalla gestione del risparmio alla protezione patrimoniale e al passaggio generazionale.
La capacità di sostegno e quella di supporto si misurano con dati concreti. Nel piano industriale 2024, BPER contava circa 700 mila clienti imprese. Dopo l’aggregazione con Sondrio, il gruppo conta circa sei milioni di clienti complessivi; tuttavia, nei documenti pubblici disponibili fino alla chiusura redazionale non è presente una nuova suddivisione delle sole aziende. Nel 2025 sono stati erogati oltre 25 miliardi di nuovi finanziamenti a privati e imprese a livello di gruppo: questo dato riflette la forza distributiva, ma non si riferisce esclusivamente al segmento corporate. Il giunto deriva dalla combinazione degli strumenti a disposizione. Il credito ordinario finanzia il credito, la circolante e gli investimenti; il factoring trasforma i crediti commerciali in liquidità; il leasing consente di distribuire nel tempo il costo dei beni produttivi; il corporate e l’investment banking offrono analisi industriali, consulenza M&A, corporate finance e strumenti di mercato. Il protocollo biennale, rinnovato con ICE ad aprile 2026, rafforza l’internazionalizzazione. Il 5 agosto, il gruppo ha inoltre annunciato l’adesione agli accordi quadro SACE Garanzia Internazionalizzazione e Garanzia Archimede, destinati rispettivamente a progetti sui mercati esteri e agli investimenti strategici. Questa infrastruttura si basa su principi fondamentali prudenti. Nel primo semestre 2026, su base comparabile, BPER ha registrato ricavi core per 3,565 miliardi (+2,6%), composti da 2,212 miliardi di margine di interesse (+1,4%) e 1,353 miliardi di commissioni nette (+4,8%), e un utile netto consolidato ordinario di 1,326 miliardi (+14,7%), il miglior semestre di sempre per il gruppo. Il cost/income è sceso al 41,4%, il costo del credito annualizzato si è attestato a 28 punti base e il CET1 ratio al 15,0%. LCR e NSFR sono saliti al 162% e al 132%, rispettivamente. I crediti netti verso la clientela hanno raggiunto 129,7 miliardi, con 13,5 miliardi di nuove erogazioni (+1,5%); l’NPE ratio è rimasto contenuto al 2,3% lordo e all’1,1% netto. Le attività finanziarie totali si sono attestate a 424,3 miliardi, con masse gestite pari a 87,1 miliardi (+11,4%). Capitale, qualità dell’attivo e liquidità sono elementi essenziali per garantire un sostegno continuativo all’economia reale, indipendentemente dalla fase del ciclo.Fase del ciclo.
Il piano originario B: Dynamic | Full Value 2027, definito prima dell’integrazione di Sondrio, mira a valorizzare i clienti, sfruttare le economie di scala, mettere a frutto la solidità patrimoniale e modernizzare la banca. Prevedeva una crescita delle commissioni del 12% rispetto al 2024, una riduzione dei costi operativi del 7%, un CET1 superiore al 14,5% e circa 650 milioni di investimenti in tecnologia, sicurezza e intelligenza artificiale. Questi obiettivi restano una base di confronto. Il 6 agosto BPER ha presentato l’accelerazione al 2028, costruita su cinque leve: B: Champion punta a far crescere del 13% i finanziamenti alla clientela corporate; B:Wealth del 18% le masse gestite; B:Insured del 55% le commissioni assicurative nette; B:Digital mira a un cost/income intorno al 40%; B:Excellence ad aumentare del 30% il tempo della rete dedicato alle attività commerciali. Il nuovo quadro indica per il 2028 circa 8 miliardi di ricavi, 2,7 miliardi di utile netto, 141 miliardi di crediti netti verso la clientela, 125 miliardi di masse gestite e un CET1 superiore al 14,5%, con circa 600 milioni di capex IT nel periodo 2026-2028. È inoltre prevista una remunerazione cumulata degli azionisti di circa 7,5 miliardi nel 2025-2028, con un payout complessivo pari o superiore all’85% tra dividendi e buyback; le proiezioni e le distribuzioni restano subordinate al raggiungimento degli obiettivi, alle condizioni macroeconomiche e di mercato e alle necessarie autorizzazioni. Con l’integrazione già conclusa, la sfida ora riguarda la continuità del servizio, la fidelizzazione della clientela, la creazione di sinergie e la qualità del credito.
Il wealth management rappresenta una leva centrale. Il polo di riferimento è BPER Banca Private Cesare Ponti, che ospita anche il Centro Investimenti del gruppo. Arca Fondi gestisce gli investimenti, mentre BPER Bank Luxembourg e BPS Suisse rafforzano la loro presenza internazionale. BPER Trust Company si occupa di pianificazione familiare, di passaggi generazionali, anche d’impresa, e di protezione dei patrimoni destinati. Questa filiera diversifica i ricavi dalle commissioni e collega il patrimonio dell’imprenditore alla continuità aziendale.
La missione dichiarata, attivare il potenziale di persone, imprese, territori e comunità, si traduce in azioni manageriali concrete. Sotto la guida dell’amministratore delegato Gianni Franco Papa, ascoltare, sostenere, innovare e gestire diventano quattro discipline operative: relazione territoriale, credito responsabile, digitalizzazione e tutela del risparmio. La visione è quella di una banca sia digitale sia umana, in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale riducono tempi e complessità senza sostituire la competenza nelle decisioni complesse.
Il giudizio strategico è positivo ma equilibrato. BPER offre una combinazione rara sul mercato italiano: radicamento locale, dimensione nazionale, solidità e servizi integrati. La sfida dei prossimi trimestri sarà trasformare la maggiore scala in efficienza, consulenza, rapidità e nuovo credito sano, mantenendo la relazione con i territori. Se ci riuscirà, l’eredità popolare diventerà il vantaggio competitivo di una banca nazionale capace di trasformare la fiducia in capitale per la crescita.
Articolo a cura di David Marini, Senior Business Development Manager e analista di geoeconomia e di finanza internazionale.



