Grecia e petrolio schiantano le Borse

Grecia e petrolio schiantano le Borse

10fa69f218e7bb281d670630edbe2c0b-207-kgPG-U10401304204148HWB-700x394@LaStampa.it (1)Le paure sulla situazione economica greca e il crollo del prezzo del petrolio scatenano il panico nei mercati azionari europei. Il Vecchio continente brucia in una sola seduta 201 miliardi di euro. Piazza Affari cede il 4,92%, il risultato peggiore dal lontano aprile del 2012. Milano è la maglia nera d’Europa assieme ad Atene, che perde il 5,6%. Male anche Madrid (-3,4%), Parigi (-3,31%), Francoforte (-3%) e Londra (-2%).
Giornata estremamente negativa in particolare per le banche, con Ubi, Unicredit e Intesa che perdono quasi il 6%, e per gli energetici, che registrano il -6,46% di Enel e il -8,36% di Eni. Quest’ultima paga in maniera più pesante rispetto agli altri il crollo del prezzo del petrolio greggio, che a New York arriva sotto i 50 dollari per la prima volta dal 2009. Nel finale di seduta sono tornate le tensioni sui titoli di Stato, con lo spread che risale a quota 132 punti base.
Ingabbiato tra le preoccupazioni legate ad Atene e le attese per gli interventi della Banca centrale europea, che ora appaiono di imminente attuazione, l’euro scivola, per alcune ore, al di sotto di quota 1,119 dollari, uno dei livelli più bassi da sei anni a questa parte.
La causa scatenante di questo shock economico è dunque l’incertezza politica sul futuro di Atene e il timore che, dopo le elezioni del prossimo 25 gennaio, possa uscire dall’unione monetaria. Proprio nella giornata di ieri, il governo tedesco ha smentito il settimanale «Der Spiegel», che ha rivelato l’indiscrezione secondo cui Berlino non si opporrebbe all’uscita di Atene dall’Unione europea qualora la sinistra di Tsipras dovesse vincere le elezioni. A ciò ha fatto seguito la dichiarazione di un portavoce della Commissione europea, il quale ha ribadito che secondo i trattati Ue «l’appartenenza all’euro è irrevocabile».

Giuseppe Ferrara
6 gennaio 2015

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