Piazza Affari in calo dopo stress test. Male anche le Borse europee

Piazza Affari in calo dopo stress test. Male anche le Borse europee

grafico1_630x390Banche nel mirino degli investitori il giorno successivo alla pubblicazione dei risultati degli stress test effettuati dalla Banca centrale europea. In quest’ottica, le Borse possono tirare un sospiro di sollievo, posto che, complessivamente, solamente 25 banche su 130 non hanno passato l’esame; in dodici, poi, hanno già sanato la propria posizione grazie a cessioni di asset e aumenti di capitale effettuati nel corso dell’anno. Da un punto di vista complessivo, il sistema bancario deve trovare altri 9,5 miliardi di euro per fronteggiare il peggior scenario paventato dalla Bce, che ha messo in guardia dalla presenza di 136 miliardi di nuovi crediti deteriorati.

Ben più preoccupante è invece la situazione che interessa Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige: l’istituto di credito senese necessita di altri 2,1 miliardi dopo l’aumento da 5 miliardi già effettuato, mentre all’istituto genovese servono 800 milioni di euro. E così, già dall’asta di apertura, Mps e Carige sprofondano, prima di essere sospese per eccesso di ribasso. In questo quadro, Piazza Affari, dopo aver guadagnato l’1 per cento, inverte la rotta e crolla chiudendo in negativo (-2,4 per cento).

Negativa anche la situazione degli altri mercati europei: Francoforte cede lo 0,91 per cento, Parigi lo 0,36 per cento e Londra lo 0,81 per cento.
Debole Wall Street, con il Dow Jones e il Nasdaq che, alla chiusura dei mercati europei, perdono rispettivamente lo 0,2 per cento e lo 0,3 per cento. Chiusura in lieve rialzo, invece, per la Borsa di Tokyo, che a conclusione di una seduta priva di dati significativi, vede l’indice Nikkei guadagnare 0,63 punti percentuali rispetto al riferimento della vigilia. A determinare il rialzo è stata soprattutto la chiusura positiva fatta registrare da Wall Street lo scorso venerdì.

In rialzo lo spread, che sale a quota 168 punti base, mentre i titoli italiani sul mercato secondario rendono il 2,55 per cento.
L’euro, invece, non subisce contraccolpi: la moneta europea chiude in leggero aumento a 1,2712 dollari e 139,96 yen.

Giuseppe Ferrara
27 ottobre 2014

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