Caro carburanti in Europa: gasolio a 2,23€, rischio stop per taxi e autotrasporti

La crisi energetica morde con forza inedita l’Europa. Nelle stazioni di servizio dell’Unione europea, il prezzo medio del gasolio ha segnato un nuovo primato storico, toccando i 2,23 euro al litro rispetto ai 2,16 euro della rilevazione precedente.
L’allarme emerge dai dati diffusi dall’agenzia France Presse e basati sulle tabelle della Commissione europea: un’ondata di rincari che ha travolto 19 Stati membri, tra cui Italia, Francia e Germania, alimentata dai contraccolpi geopolitici legati ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, in particolare con la chiusura strategica dello Stretto di Hormuz.
I dati sui prezzi carburanti in Italia e la situazione in autostrada
Nel contesto nazionale, i dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy offrono un quadro articolato. Sulla rete stradale ordinaria si registra una leggera flessione alla pompa, con la benzina self-service a 2,154 euro al litro e il gasolio a 2,338 euro. Discorso differente per le tratte autostradali, dove i listini continuano a salire: il self-service tocca quota 2,245 euro per la benzina e raggiunge i 2,419 euro per il gasolio, aggravando i costi per chi viaggia per lavoro o merci.
La protesta dei tassisti contro il caro-carburanti: “Pronti a spegnere i motori”
L’impatto economico di questa impennata sta strangolando le categorie professionali che fanno del carburante il proprio principale strumento di lavoro. Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, ha espresso forte preoccupazione ai microfoni di Rai News 24, criticando la mancata risposta delle istituzioni, dal governo centrale ai sindaci delle grandi città come Roma.
Le richieste della categoria sono chiare: l’introduzione del carburante professionale (un regime di favore già riconosciuto ad autotrasportatori, pescatori e agricoltori) e l’approvazione di un supplemento tariffario temporaneo a corsa per far fronte all’emergenza traffico e rincari. Senza interventi rapidi, lo spettro di uno sciopero generale del comparto non di linea diventa ogni giorno più concreto.
Cna Fita e autotrasporti: imprese a rischio liquidità e mezzi bloccati
Sulla stessa linea d’onda si muove l’autotrasporto. Cna Fita, attraverso le voci territoriali, denuncia un aggravio dei costi operativi del 20,4% rispetto al 2025 e avverte che, senza un’iniezione di liquidità e misure strutturali, i mezzi pesanti rischiano di fermarsi nei piazzali. Tra le proposte avanzate figurano un patto sociale sui carburanti, l’applicazione vincolante del fuel surcharge, la sterilizzazione dell’IVA sulle accise e un piano di sicurezza mirato a contrastare i furti di gasolio nelle aree di sosta.
Mentre le tensioni internazionali continuano a dettare legge sui mercati petroliferi, il governo e i ministeri competenti sono chiamati a gestire un’emergenza economica che rischia di paralizzare la mobilità e la logistica del Paese.




