Figli a carico, spese sanitarie e bonus casa: guida al nuovo 730
Dal 30 aprile i contribuenti possono consultare nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato relativo ai redditi del 2025. A partire dal 14 maggio sarà invece possibile intervenire sulla dichiarazione, accettando i dati già inseriti oppure modificandoli e integrandoli prima dell’invio definitivo, fissato entro il 30 settembre 2026.
La dichiarazione precompilata continua a rappresentare uno degli strumenti principali con cui il Fisco punta a semplificare gli adempimenti dei cittadini. Il sistema si basa sull’incrocio delle informazioni trasmesse da soggetti terzi, tra cui datori di lavoro, enti previdenziali, banche, compagnie assicurative e strutture sanitarie. In questo modo gran parte dei dati fiscali viene caricata automaticamente nel modello, con l’obiettivo di ridurre errori, tempi di compilazione e fenomeni di evasione.
Tra le novità più rilevanti del 730/2026 figurano le modifiche alle detrazioni per i figli a carico, conseguenza dell’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Le agevolazioni IRPEF non spettano più per i figli minorenni o comunque fino ai 21 anni, fascia per la quale il sostegno economico passa esclusivamente attraverso l’assegno unico. Le detrazioni restano invece riconosciute per i figli dai 21 anni in su, fino al compimento dei 30 anni, salvo i casi di disabilità.
Restano invariati i limiti reddituali per essere considerati fiscalmente a carico. Nel 2025 il familiare deve aver percepito un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli fino a 24 anni il tetto sale invece a 4.000 euro.
Cambiano anche le regole per i contribuenti con redditi elevati. Debutta infatti un nuovo meccanismo che introduce un limite complessivo agli oneri detraibili per chi supera i 75mila euro di reddito annuo. Fino allo scorso anno i vincoli riguardavano soprattutto le singole tipologie di spesa; ora entra in gioco un plafond generale.
La soglia massima delle spese agevolabili è fissata a 14mila euro per i redditi compresi tra 75mila e 100mila euro, e scende a 8mila euro oltre quella cifra. Ma non è un tetto fisso: viene moltiplicato per un coefficiente che penalizza chi non ha figli a carico e premia le famiglie più numerose. Qualche esempio per capire come funziona nella pratica: un contribuente senza figli con 80mila euro di reddito potrà detrarre spese fino a 7mila euro (14.000 x 0,5). Con lo stesso reddito e due figli a carico, il plafond sale a 11.900 euro (14.000 x 0,85). Per un contribuente che ha un figlio a carico e dichiara 150mila euro, il limite si ferma a 5.600 euro (8.000 x 0,7). Restano escluse da questo meccanismo le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui accesi entro il 31 dicembre 2024.
Proprio le spese mediche continuano a rappresentare una delle voci più importanti per chi presenta il 730. La detrazione del 19% si applica sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro e comprende farmaci, visite specialistiche, analisi, interventi chirurgici, dispositivi medici e protesi.
Sul fronte dei pagamenti rimane centrale il tema della tracciabilità. Per le prestazioni effettuate presso strutture pubbliche o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale è ancora possibile pagare in contanti senza perdere il beneficio fiscale. Diversamente, per visite e cure presso professionisti o strutture private non convenzionate è necessario utilizzare strumenti tracciabili, come carte elettroniche o bonifici.
Nel 730 possono essere inserite anche le spese sanitarie sostenute per i familiari fiscalmente a carico e, in alcuni casi specifici, quelle relative a patologie esenti riferite a familiari non a carico.
Novità anche per il capitolo istruzione. Per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie il limite massimo di spesa detraibile sale a mille euro per ciascun figlio. Il rimborso resta pari al 19% e comprende costi come mense, gite e contributi scolastici. Necessario conservare ricevute complete dei dati dell’alunno e utilizzare pagamenti tracciabili.
Per quanto riguarda l’università, le regole restano differenziate. Le spese sostenute negli atenei pubblici sono interamente detraibili, mentre per università private e telematiche continuano ad applicarsi limiti variabili in base all’area geografica e al corso di studi.
Sul fronte immobiliare il nuovo modello conferma il progressivo ridimensionamento dei bonus edilizi. Gli interventi effettuati sull’abitazione principale mantengono la detrazione del 50% su un massimo di 96mila euro di spesa. Per seconde case e immobili locati, invece, l’aliquota scende al 36%.
Ridotto anche il bonus mobili ed elettrodomestici. Per gli acquisti effettuati nel 2025 il tetto massimo di spesa è fissato a 5mila euro, con una detrazione del 50% da suddividere in dieci quote annuali. Per ottenere il beneficio è necessario che l’acquisto sia collegato a lavori di ristrutturazione avviati dal 1° gennaio 2024 e che gli elettrodomestici rispettino i requisiti energetici previsti dalla normativa.
Tra le agevolazioni confermate figurano inoltre le spese veterinarie, detraibili entro il limite di 550 euro e sempre al netto della franchigia di 129,11 euro. Anche in questo caso il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili.
Restano in vigore anche le detrazioni per l’attività sportiva dei figli tra 5 e 18 anni, con un limite massimo di 210 euro per ciascun ragazzo. Per gli studenti universitari fuori sede è invece prevista una detrazione del 19% sui canoni di locazione fino a 2.633 euro annui, purché l’università frequentata si trovi ad almeno 100 chilometri dal comune di residenza.
Con le nuove regole introdotte nel 730/2026, diventa sempre più importante verificare con attenzione i dati presenti nella dichiarazione precompilata. Nonostante il sistema automatico dell’Agenzia delle Entrate semplifichi molti adempimenti, resta fondamentale verificare ricevute, modalità di pagamento e limiti previsti per ciascuna agevolazione, così da evitare errori o la perdita dei benefici fiscali.



