Via libera al decreto energia: 5 miliardi per alleggerire le bollette di famiglie e imprese
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 febbraio il nuovo decreto Energia. Ad annunciarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con un video diffuso sui suoi canali social: «Oggi il governo ha approvato un provvedimento molto significativo che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. È un decreto che avrà un impatto rilevante e garantirà risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro».
L’intervento arriva in un contesto in cui l’Italia continua a essere tra i Paesi europei con i costi energetici più elevati, una situazione aggravata dallo scoppio della guerra in Ucraina. Secondo le stime, una famiglia italiana di quattro persone spende in media 823 euro l’anno per l’energia, contro i 652 euro della Spagna, circa 200 euro in meno. La media europea si attesta intorno ai 752 euro, i costi più alti si registrano in Italia e Germania, anche se in quest’ultima il reddito medio risulta più elevato.
Il primo capitolo del decreto riguarda il potenziamento del bonus sociale destinato alle famiglie vulnerabili. È previsto un contributo aggiuntivo di 115 euro annui, che si somma ai 200 euro già previsti, per uno sconto complessivo di 315 euro sulla bolletta energetica.
Inoltre, le aziende energetiche dovranno applicare uno sconto volontario di almeno 60 euro annui alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che non beneficiano del bonus sociale.
Sul fronte delle imprese, il decreto stanzia contributi pari a 431 milioni di euro per il 2026, 500 milioni per il 2027 e 68 milioni per il 2028 a favore delle aziende che sostengono costi elevati per le forniture energetiche.
Non tutte le aziende hanno avuto la meglio, in particolare le energetiche vedranno più tasse a loro carico. Le risorse saranno finanziate attraverso un aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP, che passa dal 3,9% al 5,9%, applicata alleimprese del settoreenergetico che operano in specifici comparti, come l’estrazione di petrolio e gas naturale, la produzione di coke e la produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica e gas.
A ciò si aggiunge un ulteriore contributo di 850 milioni di euro per le imprese, derivante dalla riduzione dei tempi di giacenza degli oneri di sistema. In sostanza, si accorcia il periodo durante il quale le somme versate per tali oneri restano nelle casse delle società che distribuiscono energia, accelerando il flusso di risorse verso le aziende, aiutandole ad avere maggiore liquidità e a sostenere meglio le spese.
Il decreto interviene anche sulla struttura del mercato elettrico. Tra le misure principali figura lo “scorporo” degli ETS (Emission Trading System) dal prezzo dell’energia rinnovabile. L’ETS è il sistema europeo che attribuisce un costo alle emissioni di CO2, con l’obiettivo di ridurle attraverso un mercato dei crediti di carbonio.
Attualmente, il prezzo dell’energia elettrica in molti Paesi europei è legato al costo di produzione con il gas, anche quando l’energia proviene da fonti rinnovabili. In questo meccanismo rientra anche il costo degli ETS, che finisce per incidere sul prezzo finale indipendentemente dalla fonte utilizzata. L’obiettivo del governo è avviare un processo di “decoupling”, ovvero disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, correggendo quella che viene considerata una distorsione del mercato.
Tra gli strumenti previsti figura anche l’incentivo ai PPA (Power Purchase Agreement), contratti di lungo periodo attraverso i quali le imprese possono acquistare energia da fonti rinnovabili a un prezzo fisso concordato con i produttori, generalmente più stabile e competitivo rispetto al prezzo dell’elettricità legato al gas.
La linea del governo, come ribadito dalla presidente Meloni, punta a garantire stabilità dei prezzi, maggiore competitività per le imprese, riduzione delle distorsioni del mercato energetico e maggiore equità nella formazione del prezzo dell’energia rinnovabile. Un pacchetto di misure che punta ad affrontare in modo strutturale uno dei nodi più critici dell’economia italiana: il costo dell’energia.




