L’Ungheria fuori dai rischi: accordo sui gas con la Turchia

La salda alleanza tra Paesi europei continua a incrinarsi per la questione dei gasdotti. Mentre l’UE si impegnava per mantenere il proposito di rendersi indipendente dal gas russo, la Turchia firmava nel 2021 un contratto quindicennale di garanzia di transito di 7,5 miliardi di metri cubi annui di gas. In contemporanea, l’Ungheria che non possiede sbocchi sul mare, si trova in difficoltà nel trovare alternative alla Russia. Tutto sembra che giungere a una conclusione, ma con forzature.
L’incontro tra Viktor Orbán e Recep Tayyip Erdoğan
I due leader si sono incontrati questo 8 dicembre, gli argomenti centrali da cui sono emersi 16 accordi sono stati: immigrazione, guerra, economia e inevitabilmente l’energia. Orbán ha sottolineato l’importanza del TurkStream, da cui arriva nel paese il gas russo più economico, la rotta vitale dall’inizio del conflitto in Ucraina. “Questa garanzia è una questione seria e potrebbe essere necessaria, dal momento che solo quest’anno sono arrivati in Ungheria 7,5 miliardi di metri cubi di gas attraverso la Turchia”. Afferma, sollevato dalle pressioni dell’Unione Europea. Orbán ha poi ricordato che, quando aveva parlato per la prima volta con Erdogan, il volume annuale degli scambi commerciali tra Turchia e Ungheria era di 2,5 miliardi di dollari. “
La possibilità di avere un ruolo fondamentale nelle politiche UE alletta Ankara, rafforzando al tempo stesso la sua funzione di snodo energetico tra Europa orientale e occidentale.
Un passo indietro sugli aiuti all’Ungheria
L’accordo sul TurkStream non segna un allontanamento dell’Ungheria dal gas russo, ma piuttosto una deviazione dalla strategia energetica comune dell’UE. Il mese scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esentato Viktor Orbán dalle sanzioni per gli acquisti di gas e petrolio russi, visti i buoni rapporti tra i due leader. Per isolare Mosca, Trump ha capito subito di dover venire incontro alle difficoltà ungheresi. “E’ molto difficile per lui [Orbán] ottenere petrolio e gas da altre aree”.
Dall’accordo, gli USA ne hanno ovviamente tratto dei vantaggi: l’Ungheria ha acquistato centinaia di milioni di dollari di gas naturale dagli Stati Uniti. Un grande aiuto per l’Ungheria, ma un ostacolo per le capitali europee condizionate dall’America sin dagli inizi della seconda amministrazione Trump.
L’Ungheria, faticosamente, ha ritrovato la strada per la linea UE grazie alla Turchia. Gli Stati Uniti sono stati capaci di giovarne. E intanto l’Europa, pur mantenendo la linea dell’isolamento di Mosca, si trova ancora a fare i conti con le contraddizioni interne della propria strategia energetica.




