Antidumping provvisorio sulle importazioni di moduli o pannelli fotovoltaici

Antidumping provvisorio sulle importazioni di moduli o pannelli fotovoltaici

euchinaLa legge n.152 del 5 giugno 2013 ha previsto, a decorrere dal 6 giugno 2013 e per un periodo di sei mesi, l’applicazione di un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di moduli o pannelli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti essenziali originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese.

Con il termine Dumping si intende la vendita ovvero l’esportazione di beni ad un prezzo inferiore rispetto a quello praticato nel mercato interno. Fenomeno, questo, che viene equiparato, in sostanza, alle comuni pratiche di concorrenza sleale.

Si è dunque pensato di avviare una vera e propria procedura antidumping volta a proteggere il mercato comunitario di un determinato prodotto dai danni del sistema produttivo di beni offerti a prezzi inferiori rispetto a quelli degli stessi beni venduti nel mercato d’origine.

La procedura antidumping risulta oggi regolata dal diritto comunitario e condotta dalla commissione europea d’ufficio o dietro presentazione di un ricorso da parte dei soggetti interessati. I dazi antidumping sono applicati se, nel corso del procedimento, sono accertate 4 condizioni:

  • esistenza della pratica di dumping, cioè quando il prezzo di vendita di un prodotto esportato nel mercato comunitario risulta inferiore al prezzo dello stesso prodotto in vigore sul mercato d’origine;

  • esistenza di un importante pregiudizio a carico dei produttori comunitari derivante dal dumping;

  • esistenza di un nesso causale tra il pregiudizio e il dumping (ossia il danno dell’industria europea deve essere causato dalle importazioni di dumping);

  • interesse della comunità: i benefici derivanti dall’introduzione del dazio devono essere superiori ai costi che ne deriverebbero (ad esempio a carico dei consumatori).

Tale procedura prevede l’applicazione di dazi all’importazione ovvero dazi che sono diretti ad innalzare il prezzo finale del bene importato fino al livello dei prezzi vigente nel mercato d’origine della merce, a meno che non sia possibile concludere con le aziende produttrici dei beni importati un accordo di prezzo minimo che abbia lo stesso effetto.

In risposta alla decisione dell’unione europea di introdurre nella UE dazi punitivi sull’importazione dei pannelli fotovoltaici, definiti da Bruxelles dazi antidumping, la Repubblica popolare cinese, inizialmente, aveva deciso di prendere in considerazione una ritorsione ben singolare: il vino europeo importato dalla Cina diventava più caro.

Ma, in virtù dell’accordoraggiunto fra Cina ed Europa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea, oltre 90 aziende cinesi da oggi al 2015 dovranno impegnarsi a non scendere sotto i 56 centesimi di euro per Watt e a non superare complessivamente i 7 GW/anno di esportazioni.

Serena Maggiore
17 ottobre 2013

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