Fabrizio Politi : “Lobby politica e dumping, fenomeni da arginare”

Fabrizio Politi : “Lobby politica e dumping, fenomeni da arginare”

FABRIZIO-POLITILa notizia rivelata nei giorni scorsi da un assistente di un senatore, rimasto volutamente anonimo, secondo cui diverse multinazionali pagherebbero senatori e deputati per ricevere voti di favore nelle commissioni parlamentari, ha scosso per l’ennesima volta una classe politica già da tempo sulla graticola dell’indignazione popolare.

Fabrizio Politi, presidente del movimento politico Economia Popolare, ha analizzato il sostrato economico che fa da base a questo nuovo scandalo politico, denunciando l’assoluta inosservanza da parte delle multinazionali delle norme comunitarie sulla concorrenza.
“Intorno al Parlamento Europeo vi sono le sedi di 250 multinazionali, Lobby che condizionano attraverso pressioni di ogni genere i Parlamentari ed il Parlamento per ‘ritoccare’ emendamenti e leggi affinché le regole di mercato consentano un arricchimento enorme di queste a scapito dei cittadini di tutta Europa. Tutto questo è successo con la complicità dei nostri governi e del Parlamento Europeo, dalla ‘Riforma Amato’ del 1992 ad oggi, in questi 20 anni abbiamo alimentato, cresciuto e nutrito la crisi economica che stiamo vivendo e che può soltanto peggiorare se non invertiamo il corso dell’economia”, ha spiegato il Presidente di Economia Popolare.

“Il lavoro non è scomparso e le aziende non hanno smesso di produrre, il lavoro è migrato verso Paesi in via di sviluppo, dove la manodopera costa centinaia di volte meno. Alcune multinazionali hanno approfittato della globalizzazione per attuare un percorso di delocalizzazione e di dumping, tale per cui, producendo in un Paese terzo senza alcun rispetto dei diritti del lavoro e dell’ambiente, e pagando spesso le tasse nei cosiddetti Paradisi Fiscali, distribuiscono in Italia e in Europa prodotti a prezzi nettamente inferiori rispetto al costo di produzione del Paese in cui il prodotto è venduto. È questo il motivo che porta le imprese del Paese importatore a smettere di produrre e a fallire, con conseguenti effetti deleteri sulla disoccupazione e sull’economia”, ha concluso Politi.

Giuseppe Ferrara
23 maggio 2013

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