Francesco d’Assisi, otto secoli di eredità: Treccani presenta l’Enciclopedia francescana

A ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, la sua figura continua a oltrepassare i confini della storia religiosa. È santo, poeta, personaggio letterario, soggetto pittorico e cinematografico, riferimento culturale capace di riemergere nei secoli sotto forme sempre diverse. Proprio a questa eredità, stratificata e ancora viva, Treccani dedica la nuova “Francesco d’Assisi. Enciclopedia francescana”, la prima opera enciclopedica interamente consacrata al Santo di Assisi.
L’opera arriva nel 2026, anno dell’VIII centenario del transito di Francesco, morto nel 1226, e in vista di un’altra ricorrenza: gli ottocento anni dalla canonizzazione, avvenuta nel 1228. Due volumi, oltre 1.400 pagine e più di 400 lemmi alfabetici ricostruiscono la vita, il pensiero e soprattutto l’enorme eredità culturale lasciata dal fondatore dell’ordine francescano.
Il risultato è il ritratto di un “Francesco plurale”, osservato non soltanto attraverso la spiritualità, ma seguendo le trasformazioni della sua immagine dal Medioevo alla contemporaneità. L’Enciclopedia ripercorre così la nascita della prima fraternitas, la formazione dell’Ordine dei frati Minori e la successiva articolazione nelle diverse famiglie francescane, fino alla costituzione del Secondo Ordine femminile e del Terzo Ordine, che estese il carisma francescano al mondo laico.
Centrale è il lavoro sulle fonti. Dagli scritti dello stesso Francesco si passa alle prime biografie ufficiali di Tommaso da Celano e Bonaventura da Bagnoregio, alle compilazioni medievali, ai Fioretti e infine alle biografie moderne. Un percorso che permette anche di comprendere come l’immagine del Santo sia stata continuamente reinterpretata.
Francesco, infatti, esce presto dai confini della storia ecclesiastica. Entra nella letteratura con Dante e attraversa i secoli fino a figure come il fra Cristoforo dei Promessi sposi, nel quale conversione, penitenza e giustizia evangelica assumono una nuova forma narrativa. Arriva poi al cinema: dal muto Il poverello di Assisi di Enrico Guazzoni del 1911 a Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini, passando per Pasolini e il celebre Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli.
Anche la musica popolare ha continuato a dialogare con il suo immaginario. Rita Pavone gli dedicò un brano già nel 1964; seguirono, tra gli altri, Eros Ramazzotti, Angelo Branduardi, Mango e i Baustelle, fino alla personale rilettura del Cantico delle creature improvvisata da Jovanotti ad Assisi nel 2014.
A completare l’Enciclopedia sono circa 200 tavole iconografiche e la riproduzione in facsimile dell’Antonianum 1, manoscritto che conserva la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio. Il codice, impreziosito da 86 miniature dedicate alla vita di Francesco, viene riprodotto in 1.499 esemplari numerati.
A otto secoli dalla sua morte, emerge così una figura impossibile da confinare nel proprio tempo. La storia di Francesco è diventata anche la storia delle infinite interpretazioni che l’Europa ha costruito intorno a lui: dalla santità medievale alla letteratura, dall’arte al cinema e alla musica contemporanea. Ed è forse proprio questa capacità di essere continuamente riletto a spiegare perché, ottocento anni dopo, Francesco continui a parlare al presente.




