Bertozzi &Casoni a casa Bagatti Valsecchi

Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 la Casa Museo Bagatti Valsecchi a Milano, presenta Bertozzi&Casoni eterne e fragili presenze, curata da Alberto Maria Martini in collaborazione con la galleria Giovanni Bonelli.
Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi&Casoni, tra le più significative esperienze artistiche della nostra contemporaneità con gli ambienti e le collezioni trasversali della storica casa museo milanese dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo.
Come ci ricorda il curatore, Alberto Mattia Martini c’è come un cortocircuito tra il desiderio di permanenza che anima ogni collezione e la consapevolezza che ogni cosa inevitabilmente sia destinata al cambiamento.
In mostra troviamo infatti circa 30 opere in ceramica. Hanno un che di teatrale, con inganni e suggestioni che richiamano il tema della vanitas, dello scorrere del tempo e della trasformazione. Su alcune aleggia anche un memento mori vagamente diluito da una dimensione che oscilla tra realtà e illusione.
La ceramica, fragile ma anche eterna in quanto antichissima, diventa così un “fossile guida” per la storia dell’uomo.
I due fratelli come ci ricorda il vulcanico direttore del museo, Antonio D’Amico, vivevano nella quotidianità sia la casa che gli oggetti collezionati. Tutto, per loro, aveva la medesima importanza, dalle stoviglie alle armature fino ai dipinti rinascimentali.
Per questo le opere in mostra non sono poste in teche o piedistalli, ma si confondono o accompagnano la vita degli oggetti del museo, avvalorando così il fatto che la vera essenza della casa e quindi del Museo Bagatti Valsecchi non è quella di custodire la storia, ma di continuare a metterla in scena.
Fondata a Imola nel 1980 da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961 – Imola, Bologna, 2023), la realtà artistica Bertozzi & Casoni ha svolto un ruolo determinante nel consolidare il riconoscimento internazionale della ceramica come linguaggio pienamente contemporaneo.
Radicati nella tradizione ceramica faentina, i due artisti hanno saputo reinterpretare questo medium con straordinario rigore tecnico e profondità concettuale, trasformandolo in uno strumento espressivo capace di affrontare temi centrali del dibattito artistico contemporaneo e restituendogli una posizione di primo piano nel panorama dell’arte internazionale.
La mostra vuole essere anche un omaggio da parte di Bertozzi al compagno di studi e poi collega scomparso prematuramente nel 2023.
Il catalogo edito da Moebius, contiene contributi scientifici di Alberto Mattia Martini e Aurora Ghezzi collection manager del museo Bagatti Valsecchi.





